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Crans-Montana e l’intera comunità sciistica hanno voluto rendere omaggio alle vittime della tragedia, ma anche ai soccorritori e al personale sanitario impegnati senza sosta nelle ore dell’emergenza. Le immagini sono state diffuse su Instagram dall’ufficio del turismo della località svizzera

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L'omaggio sulla pista da sci alle vittime del Crans-Montana

"Le famiglie delle vittime chiedono giustizia". Lo ha riferito l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, dopo aver incontrato i familiari dei morti italiani dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana che sono stati rimpatriati con un volo di Stato partito da Sion. "Le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione", ha poi aggiunto, riferendosi all'incontro con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e Stephan Ganzer, capo del dipartimento per la sicurezza vallesano.

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Crans-Montana, Cornado: "Le famiglie delle vittime chiedono giustizia"

"Saremo finalmente liberi, un Venezuela libero. Grazie a Dio e al governo americano del presidente Donald Trump, che è intervenuto aiutando il nostro Paese". Così Jacqueline del Mar Cesped del Castillo, venezuelana residente in Colombia, esprime la propria soddisfazione dopo la caduta di Nicolás Maduro. L’ex leader di Caracas è stato arrestato dagli Stati Uniti e trasferito in carcere sabato a New York.

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Maduro in carcere, i venezuelani festeggiano al confine con la Colombia

Manifestazioni si sono svolte sia negli Stati Uniti sia in Venezuela contro l’intervento militare americano. Nella capitale statunitense, davanti alla Casa Bianca, gruppi di manifestanti hanno protestato contro l’operazione nel Paese sudamericano. Presidi e raduni anche a Caracas, dove sostenitori di Nicolas Maduro si sono concentrati nelle vicinanze del Palazzo di Miraflores, sede dell’esecutivo

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Manifestazioni a Caracas e Washington dopo il blitz americano

Le immagini diffuse dall’account ufficiale Rapid Response X della Casa Bianca ritraggono Nicolas Maduro mentre percorre un corridoio della sede della Drug Enforcement Administration a New York, dopo la cattura a Caracas insieme alla moglie. Nel video il leader venezuelano viene mostrato durante le procedure di arresto, con il rilievo delle impronte digitali, e si sente pronunciare la frase: "Buonanotte, felice anno nuovo".

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Maduro in manette negli uffici della Dea di New York

Nicolas Maduro e la moglie sono arrivati negli Stati Uniti e, dopo l’atterraggio in una base militare di New York, sono stati sottoposti alle procedure previste per gli arrestati federali. La coppia è stata quindi trasferita al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, carcere noto per aver ospitato detenuti di alto profilo e per le sue condizioni strutturali critiche

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L'arrivo di Maduro a New York

Le mappe diffuse da Flightradar24 mostrano lo spazio aereo del Venezuela completamente sgombro mentre una serie di esplosioni scuoteva la capitale Caracas. Nella giornata di sabato il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che le forze armate americane hanno catturato il leader venezuelano Nicolás Maduro, al termine di quella che ha definito un’operazione militare "su larga scala" nel Paese sudamericano

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Spazio aereo venezuelano vuoto mentre gli attacchi statunitensi colpiscono Caracas

Le immagini dell'operazione americana: esplosioni accompagnate da forti rumori simili a quelli di aerei in volo, incendi, gente per strada. L'operazione, secondo quanto riferito dal New York Times, ha causato morti e feriti tra la popolazione locale

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Venezuela, le foto dell'attacco Usa a Caracas

I tre feriti provenienti da Crans-Montana sono arrivati in elicottero all'ospedale Niguarda di Milano e sono stati immediatamente presi in carico e ricoverati. A riferirlo è Filippo Galbiati, direttore della medicina d’urgenza e del pronto soccorso dell’ospedale, che spiega come la struttura si sia preparata all’emergenza attivando l’unità di crisi insieme alla direzione sanitaria e alla direzione generale

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Crans-Montana, il direttore del pronto soccorso del Niguarda: “Feriti valutati e ricoverati”

"Abbiamo sentito un grande boato, quando siamo arrivati abbiamo visto la Constellation in fiamme, la gente cercava di uscire, ma essendo un locale sotto terra, sicuramente prima era un bunker antiatomico adibito come bar, non c'erano finestre, non c'erano vie di fuga, l'unica uscita era una scala e si sono messi là". Così Battista Medde, lavoratore stagionale di Olliena, racconta i primi minuti dopo l'esplosione nel locale di Crans-Montana. "Quando sono arrivati i soccorsi - aggiunge - era già passato un bel po' di tempo e purtroppo molte persone sono rimaste dentro".

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Crans-Montana, un testimone: "La gente cercava di scappare ma non c'erano vie di uscita"
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