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Giulia Sorrentino

“Noi tifiamo per i missili iraniani”, è questo l’inizio del discorso che ha tenuto in piazza Brahim Baya, il referente della moschea Taiba di Torino. Elogia le bombe e Yaya Sinwar, la mente del 7 ottobre, aizza la folla e giovedì 19 marzo è stato invitato in Parlamento dal Movimento 5 Stelle. Ci chiediamo, perché un soggetto del genere è ancora in Italia?

Giulia Sorrentino
L'elogio ai capi di Hamas e ai missili iraniani: ecco chi è l'imam Baya di Torino

Sui navigli, nel cuore della movida Milanese, si piange la morte del terrorista Khamenei. Nel centro islamico Imam Ali, uomini e donne, rigorosamente coperte dai burqa, hanno commemorato la dipartita dell'ex Guida suprema dell'Iran. E oltre a questo, stiamo assistendo alla saldatura tra i pro-Pal, quindi sunniti, agli sciiti che guardano alla Repubblica islamica. Un asse pericoloso. E il problema lo abbiamo anche in casa

Giulia Sorrentino
Abbiamo i pro-Khamenei in casa

“Siamo con chi spara ai sionisti”: l’ultima puntata dell’odio pro Pal. Dura contestazione a Bergamo contro l’europarlamentare del Pd Giorgio Gori, che stava partecipando a un incontro in una sede universitaria

Giulia Sorrentino
Il coro della vergogna pro Pal

Si chiama Raed Dawoud l’uomo che in esclusiva vi mostriamo mentre gioisce in uno dei tunnel costruiti dai terroristi a Gaza, quelli che Hamas ha usato per anni nelle sue operazioni militari. Si trova in carcere con Hannoun in attesa del Riesame

Giulia Sorrentino
Raed Dawoud nel tunnel di Hamas

Da Roma lanciamo una nuova inchiesta, che non riguarda solo Hamas, ma anche Hezbollah. Nella capitale, abbiamo trovato un centro islamico che fa propaganda a favore degli ayatollah, ma non è l'unico. Parte della comunità islamica italiana è legata al regime di Khamenei. Nelle prossime settimane, racconteremo questi legami in esclusiva

Francesco Giubilei Giulia Sorrentino
La rete pro-ayatollah in Italia: seguite la nuova inchiesta del Giornale

“Non mi toccare”, sono queste le parole che ripete una donna sudamericana mentre si sente Luciano Vasapollo, noto fan del dittatore Maduro, dirle “te ne devi andare”. E ancora “ti levi dal cazzo”, “la portate via sta pezza di merda”: queste gli improperi rivolti da Vasapollo, dirigente nazionale della Rete dei Comunisti, sotto cui agiscono "Cambiare Rotta" e "Osa", riconoscibile dalla sciarpa rossa indossata durante il corteo, a una donna che gridava “libertà per Cuba e per il Venezuela”. È avvenuto in una delle manifestazioni pro Maduro, quella tenutasi ieri a Roma per chiedere la liberazione del sanguinario dittatore. Un mondo al contrario, in cui cubani e venezuelani gioiscono, mentre i manifestanti che vanno a braccetto con i ProPal difendono chi quel popolo lo ha represso.

Giulia Sorrentino
Insulti e minacce al corteo: offese del pro Mad Vasapollo a una donna sudamericana

Dopo la Moschea Marian di Milano, anche quella di Piacenza aveva lanciato una raccolta fondi proprio con la ABSPP, l’associazione benefica col popolo palestinese, ritenuta dagli inquirenti una delle associazioni tramite cui Hannoun avrebbe trasferito soldi ai terroristi

Giulia Sorrentino
La pubblicità per la raccolta fondi alla moschea di Piacenza
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