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Hoara Borselli

Quando si parla di chi costruisce l’Italia, nelle sue imprese, nelle sue eccellenze, nel suo prestigio internazionale, un nome non poteva mancare. Con Hoara Borselli ne parliamo con Oscar Farinetti, imprenditore, innovatore, narratore del nostro Paese attraverso il gusto, la qualità, l’identità del “fare italiano”. Dalla sua esperienza alla guida di Unieuro fino alla fondazione di Eataly, Farinetti racconta l’episodio che ha acceso la scintilla: «Da Torino al Giappone, dal locale al globale», il salto culturale e strategico che ha trasformato un’intuizione in un fenomeno internazionale. L’analisi iniziale, la distribuzione mancante nel mondo dell’eccellenza agroalimentare italiana, la scelta di aggregare 9.000 imprese artigiane, il saper unire “comprare ciò che mangi, mangiare ciò che compri, imparare a farlo”, un format che non è solo commerciale, ma culturale. E poi la sostenibilità della filiera, la qualità elevata non come limite ma come punto di partenza, la sfida contro la burocrazia che frena il Paese: «Non è questione di regole, ma di persone». Un racconto che intreccia lavoro, identità, visione e responsabilità: l’Italia che non resta ferma, l’Italia che alza il sedere dalla sedia e va nel mondo. Una conversazione intensa con un protagonista che ha fatto della narrazione e del gusto la forza della sua impresa.

Hoara Borselli
Oscar Farinetti, l’intuizione che ha portato l’Italia nel mondo | Chi fa l'Italia con Hoara Borselli

Nonostante la legge e la Costituzione garantiscano pari opportunità, il gender pay gap persiste e le posizioni apicali restano dominate dagli uomini.In quest’intervista al Giornale l’Avv. Rachele Fazzi ci parla della Disparità di genere e delle normative in vigore per tutelare il divario salariale presente ancora oggi.

Hoara Borselli
"In ruoli dirigenziali ancora gerarchia maschile, il quadro normativo non basta"

Non c'è limite alla follia woke. L'ultima bufera è sullo spot di un paio di jeans con una attrice bionda con gli occhi azzurri, come se questo bastasse ad accusare l'azienda di suprematismo. Il paradosso? Sydney Sweeney avrebbe ammesso di essere mora...

Hoara Borselli
La bionda (tinta) e il suprematismo

La fisica e divulgatrice Gabriella Greison è stata insultata per il vestito indossato durante un video. Ancora dobbiamo sentirci dire nel 2025 che se una donna va in giro con una minigonna va a scollata è una poco di buono. Allora quali progressi abbiamo fatto?

Hoara Borselli
La fisica che non può mostrare il fisico

Questo fine settimana circa un migliaio di musulmani si è riversato in piazza in stazione Centrale a Milano per il rito dell'Ashura. Un segnale di quanto sia inesorabile quelsto processo di islamizzazione che permettiamo con la nostra incapacità di difendere la nostra identità

Hoara Borselli
L'imam, le donne nel recinto, il drappo nero. Milano sembra Teheran

Voglio soffermarmi su uno slogan che abbiamo sentito nelle piazze, ribattuto sui social, in televisione. Lo slogan è questo: Giù le mani dall'Iran. Il problema è che a pronunciare questo slogan sono gli stessi che corrono nelle piazze per denunciare il patriarcato marcato che ci sarebbe nel nostro paese. Sono le stesse donne che dicono di battersi per la libertà, i diritti delle donne, la parità di genere e poi dicono giù le mani dall'Iran, che sappiamo essere il paese più liberticida del pianeta, il paese dove c'è l'assoluta negazione di qualunque tipo di libertà, soprattutto per le donne.

Hoara Borselli
L'ipocrisia di chi difende il terribile regime dell'Iran

A Milano un 21enne non si è fermato al posto di blocco e si è schiantato contro il palo di un semaforo. In ospedale ne hanno solo potuto constatare il decesso ma, proprio come avvenne per Ramy, i familiari danno la colpa a forze dell'ordine e sanitari

Hoara Borselli
Quelle morti provocate da chi non si ferma ai controlli
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