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Le animazioni mostrate dalla CCTV, con flotte di caccia avanzati e navi madri nei cieli, suggeriscono che Pechino voglia preparare l’opinione pubblica a un cambio di paradigma. Se anche solo una parte delle idee del Nantianmen dovesse concretizzarsi, l’equilibrio della guerra aerea e spaziale potrebbe subire una trasformazione profonda.

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Ecco il futuristico progetto del Nantianmen cinese

"Una bellissima storia di sport". Con questa frase Massimiliano Allegri riassume lo spirito con cui vive una parentesi diversa dal consueto campo di allenamento. L’allenatore del Milan è infatti uno dei tedofori della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, un appuntamento simbolico che intreccia sport, territorio e partecipazione popolare.Oggi, mercoledì 14 gennaio, Allegri percorrerà i suoi 200 metri a Borgomanero, portando la torcia olimpica lungo il tracciato assegnato. Un gesto breve, ma carico di significato, che lo colloca dentro il grande racconto dei Giochi.Il clima, come spesso accade quando c’è Allegri di mezzo, è serio ma non troppo. Davanti a tifosi e giornalisti, l’allenatore scherza: "Speriamo di non scottarci", stemperando la solennità del momento con ironia. Anche l’attesa, però, ha il suo peso. Dallo shuttle, osservando la folla assiepata lungo il percorso, confessa una punta di apprensione organizzativa: "Il mio slot è fra 14 minuti, io li fermo tutto quel tempo?".Pensieri che si intrecciano con la quotidianità di chi, anche nei giorni speciali, resta legato ai ritmi del calcio. Allegri infatti non dimentica l’agenda del Milan e la conferenza stampa in programma poche ore dopo. E quando qualcuno gli chiede se camminerà, la risposta è secca e in perfetto stile: "Camminare? No no, correrò".Battute e dettagli che raccontano più di mille dichiarazioni ufficiali. Per Allegri la staffetta olimpica non è solo una celebrazione, ma un passaggio da affrontare con la stessa attitudine pragmatica e diretta che lo ha reso riconoscibile in panchina: testa bassa, ritmo alto e via, anche quando in mano non c’è un pallone, ma una torcia olimpica.

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Fiamma olimpica, Allegri tedoforo: "Una bellissima storia di sport"

Il filmato, pubblicato dall’account China Military Bugle, documenta quella che viene definita una “finalization test”, ovvero la prova conclusiva di un sistema d’arma prima della chiusura della fase di progettazione e dell’avvio della produzione su larga scala. Le riprese mostrano il lancio del missile da un modulo del sistema di lancio verticale situato nella sezione poppiera della nave. Lo YJ-20 utilizza una procedura di “cold launch”: il vettore viene espulso dal tubo prima dell’accensione del motore, riducendo i rischi per la piattaforma e aumentando l’affidabilità complessiva. Secondo quanto riportato da Defence Blog, si tratta della prima volta in cui un media ufficiale cinese mostra apertamente un lancio reale dello YJ-20 da un’unità navale, un segnale che suggerisce l’imminente integrazione del missile sulle navi di prima linea della flotta. Il bersaglio, come indicato nella comunicazione ufficiale, sarebbe stato colpito e distrutto con successo.

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Il test del missile cinese YJ-20

Sui social circolano video generati con l’intelligenza artificiale che raccontano la caduta del potere teocratico. E Teheran, per una volta, non ha spento l’interruttore

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Iran, il video della rivoluzione si fa con l'AI

I giornalisti presenti a Pingtan, l'isola cinese più vicina alla terraferma di Taiwan, hanno visto una salva di razzi esplodere in aria lasciando scie di fumo bianco. L'Esercito popolare di liberazione (PLA) di Pechino ha dichiarato che "le forze di terra del Comando del Teatro orientale del PLA hanno condotto esercitazioni di fuoco a lungo raggio nelle acque a nord dell'isola di Taiwan e hanno ottenuto gli effetti desiderati". Sul web cinese, intanto, è diventato virale un filmato nel quale si vede un drone cinese TB-001 in azione. Il velivolo senza pilota avrebbe catturato immagini della città di Taipei utilizzando i suoi sistemi ottici di bordo. La clip metterebbe in luce la crescente portata delle piattaforme di sorveglianza a lunga autonomia da parte del gigante asiatico.

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Il drone cinese filma Taipei durante le esercitazioni militari

Negli ultimi giorni la televisione di Stato cinese ha trasmesso un servizio relativo a particolarissime esercitazioni di guerra condotte dall'Esercito Popolare di Liberazione (PLA), rivelando scenari di conflitto che vanno ben oltre l'Asia orientale. Durante un recente evento di wargaming in Cina centrale sono infatti apparse mappe e simulazioni che includevano aree sensibili come il Messico, Cuba, il Golfo del Messico e i Caraibi, oltre a Taiwan e all'Estremo Oriente russo. Le immagini, trasmesse dalla Cctv, mostrano schermi con indicatori rossi e blu che rappresentano unita aeree e navali in manovra vicino alle coste cubane e messicane. In una delle simulazioni, alcune forze contrassegnate in blu risultavano concentrate nei pressi di Houston, in Texas, per poi muoversi verso sud-est nel Golfo del Messico, mentre le unita rosse erano visibili nel Mar dei Caraibi. Nelle esercitazioni del PLA, il colore rosso indica generalmente le forze cinesi, mentre il blu rappresenta l’avversario.

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Le strane simulazioni di guerra della Cina

Brigitte Bardot era l’icona della bellezza francese per eccellenza, la risposta europea al fascino di Marylin Monroe. Oggi, ‘B.B., se n’è andata per sempre, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del cinema

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Il nudo artistico di Brigitte Bardot

Nel ‘56 Brigitte Bardot recita in Piace a troppi, diretto dal marito Vadim, dove la censura interviene per tagliare 15 minuti in cui Christian Marquand la sveste mentre la abbraccia

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Brigitte Bardot in 'Piace a troppi'

Il cinema francese piange la scomparsa di Brigitte Bardot, detta B.B., vera icona degli anni '50 e '60 che lasciò il mondo dello spettacolo per occuparsi della difesa dei diritti degli animali

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Brigitte Bardot, la star animalista

L'episodio sarebbe avvenuto nel contesto del conflitto in corso tra Cambogia e Thailandia, una crisi armata a bassa intensità ma crescente, riaccesasi lungo le aree di confine contese. Gli scontri, che includono scambi di artiglieria e l'uso di razzi a lunga gittata, hanno spinto Phnom Penh a impiegare sistemi pesanti già presenti nel proprio arsenale, molti dei quali di origine cinese. Negli ultimi anni, infatti, la Cambogia è diventata uno dei principali partner militari di Pechino nel Sud-est asiatico. Il Paese ha acquistato veicoli blindati, sistemi di artiglieria, droni e lanciarazzi multipli di produzione cinese, beneficiando di prezzi competitivi, accordi di cooperazione e programmi di addestramento congiunto. Tra i sistemi più noti figurano MLRS derivati da modelli cinesi ampiamente esportati, progettati per fornire saturazione di fuoco su medio-lunga distanza. L'esplosione del lanciatore, se confermata, rappresenterebbe però un nuovo colpo all'immagine dell'industria bellica cinese, già messa in discussione negli ultimi mesi. A maggio 2025, durante il breve ma intenso conflitto tra India e Pakistan, diversi sistemi di origine cinese in uso a Islamabad erano stati oggetto di critiche per malfunzionamenti, prestazioni inferiori alle attese e problemi di integrazione operativa. Anche in quel caso, video e testimonianze dal campo di battaglia avevano alimentato il dibattito internazionale prima che emergesse un quadro chiaro.

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La (presunta) esplosione di un sistema missilistico cinese usato dalla Cambogia
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