È morto in circostanze da chiarire il primo testimone sulla mafia nigeriana a Palermo. L'uomo era detenuto in carcere, la sua testimonianza fu cruciale per ricostruire la presenza dell'attività criminale dei nigeriani in città
È morto in circostanze da chiarire il primo testimone sulla mafia nigeriana a Palermo. L'uomo era detenuto in carcere, la sua testimonianza fu cruciale per ricostruire la presenza dell'attività criminale dei nigeriani in città
Allagato l'ufficio notifiche della Corte d’appello di Palermo, i dipendenti del tribunale costretti a lavorare con l’ombrello per proteggere dalla pioggia che cade dal tetto i computer e i documenti
Allagato l'ufficio notifiche della Corte d’appello di Palermo, i dipendenti costretti a lavorare con l’ombrello per proteggere dalla pioggia che cade dal tetto i computer e i documenti
Sono 13 i cadaveri recuperati fino ad ora a seguito del naufragio della scorsa notte a Lampedusa. Le vittime, secondo quanto si apprende, sono tutte donne. Alle operazioni partecipa anche il sindaco dell'isola, Totò Martello che lancia un accorato appello all'Unione Europea
A Lampedusa si continua a morire, sbarchi senza fine che portano all'ennesima tragedia del mare. L'appello del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello
I vigili del fuoco di Palermo si sono stretti vicino ai colleghi della Polizia rendendo omaggio alle vittime del dovere, cadute in servizio a Trieste. Alla caserma Lungaro un minuto di silenzio e le sirene spiegate dei mezzi
Incidente durante le prove della crono scalata della Termini-Caccamo, nel palermitano. Il pilota ha perso il controllo del mezzo ed è uscito fuori strada travolgendo un agricoltore
Salvata dalla polizia mentre stava tentando di suicidarsi. È successo sull'autostrada Palermo-Mazara del Vallo. La donna aveva scavalcato la recinzione per lanciarsi nel vuoto
Il sindaco Orlando e il vescovo Bedford-Strohm a giugno hanno sottoscritto il "Palermo-Appell", ovvero l'appello sulle politiche per il salvataggio in mare di chi approda in Italia
I magistrati stringono il cerchio attorno alla figura di Antonino Cinà, medico personale di molti boss corleonesi, tra cui Totò Riina. Secondo l'accusa, nel 1992 il medico avrebbe avuto in consegna il papello da dare a Ciancimino