Un 2009 record: l’Agenzia Entrate ha recuperato 9,1 miliardi

Roma. Risultati record per la lotta all’evasione fiscale nel 2009: gli incassi sono stati pari a 9,1 miliardi di euro, il 32% in più rispetto al 2008 che già aveva segnato un’ottima performance con 7 miliardi riportati nelle casse dell’erario.
È quanto ha reso noto ieri l’Agenzia delle Entrate sottolineando che l’anno scorso sono stati effettuati oltre 700mila controlli (il 10% in più rispetto al 2008). I risultati raggiunti «sono il frutto dell’impegno e della professionalità dei nostri 36mila dipendenti», ha detto il direttore dell’Agenzia Attilio Befera. Per quanto riguarda lo scudo fiscale, Befera ha evidenziato che la riapertura dei termini sta riguardando soprattutto «grandi patrimoni e beni immobiliari». I dati arriveranno all’ultimo momento perché si tratta di operazioni più complesse rispetto a quelle della prima fase.
Nell’ambito dell’attività del 2009, la maggiore imposta accertata è stata pari a 26,338 miliardi (+30% su base annua). Cresce il riscosso dall’utilizzo degli istituti definitori dell’adesione e dell’acquiescenza (4,3 miliardi di euro), con un aumento del 72% rispetto al 2008. In questi casi una volta accertata l’evasione da parte dell’Agenzia il contribuente accetta i rilievi e paga senza arrivare al contenzioso. Crescita a due cifre anche per gli accertamenti sintetici, quelli condotti grazie al cosiddetto «redditometro»: +81% i controlli eseguiti (oltre 28mila) e +61% per la maggiore imposta accertata (460 milioni). «L’accertamento sintetico - ha aggiunto Befera - sta svolgendo un ruolo importante nell’attività di controllo dell’Agenzia perché permette di definire la reale capacità di spesa sulla base di elementi quali investimenti patrimoniali, conferimenti di somme di danaro, acquisto di beni di lusso».
I controlli assistiti da indagini finanziarie sono stati 9mila, il 25% in più rispetto al 2008. I controlli mirati, comunemente noti come «blitz degli ispettori del fisco» sono stati 9mila, con un risultato sia in termini di maggiore Iva, pari a 673 milioni di euro sia di rilievi ai fini di imposte dirette e Irap, pari, rispettivamente, a quasi 6,9 miliardi e a 5,4 miliardi.
Per il 2010 si punterà «al consolidamento dei risultati - ha detto il direttore vicario Marco Di Capua riferendosi alla lotta all’evasione - ma anche alla centralità del rapporto con il contribuente» per evitare quella che Befera ha definito «evasione da burocrazia».
La recente inchiesta sul riciclaggio condotta dalla Procura di Roma ha portato alla luce un sistema di frodi Iva. Befera ha rilevato come «la stretta collaborazione con Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e organismi nazionali e internazionali stia determinando buoni risultati». Il direttore dell’Accertamento Luigi Magistro ha ricordato che «all’Agenzia delle Entrate toccherà recuperare il maltolto e questi denari torneranno a vantaggio della collettività: il fatto che le frodi siano state scoperte significa che le strategie messe in campo funzionano».

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