Aborti in calo, Roccella: "Perplessità su Ru486"

In Italia continuano a diminuire gli aborti: -4,1% nel 2008. Boom di obiettori. Giovedì l'Agenzia italiana del farmaco decide sulla pillola abortiva. Ma la Roccella ha delle perplessità: "Ci sono ombre sulla sicurezza"

Aborti in calo, Roccella: "Perplessità su Ru486"

Roma - Continuano a diminuire le interruzioni volontarie di gravidanza nel nostro paese, il 4,1% in meno nel 2008, anche se aumentano tra le immigrate e si conferma un vero boom tra gli obiettori di coscienza, con ormai 7 ginecologi su 10 che si rifiutano di effettuare l’aborto. Sono i dati contenuti nell’ultima relazione del ministro della Salute sull’attuazione della legge 194. Giovedì l'Agenzia italiana del farmaco decide su ok a pillola abortiva. Ma il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, frena: "Ho perplessità, ci sono ombre sulla sicurezza".

Calano gli aborti Nel 2008 sono state effettuate 121.406 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), il 4,1% in meno del 2007 (circa 5mila casi in meno), un decremento notevole rispetto al 1982, anno boom di aborti in Italia: -48,3%. Il tasso di abortività è pari a 8,7 Ivg per mille donne in età fertile, contro il 9,1 per mille del 2007 (un calo del 49,4% rispetto all’82). Stabile il tasso tra le minorenni, 4,8 per mille contro il 4,9 dell’anno precedente, mentre il rapporto di abortività è pari a 213,3 per mille, un decremento del 4,9 per cento rispetto al 2007. Un calo complessivo dovuto soprattutto alla notevole diminuzione di Igv tra le italiane, mentre continua a aumentare il ricorso all’aborto tra le donne con cittadinanza estera, il 32,2 per cento del totale (era il 31,6 nel 2006 e appena il 10,1 nel 1998). Stabile la percentuale degli aborti ripetuti, tra le più basse in Europa: le Ivg effettuate da donne con precedente esperienza abortiva sono pari al 26,9 per cento del totale.

Il dramma delle donne straniere "Si conferma la tendenza alla diminuzione degli aborti - commenta Roccella - e siamo soddisfatti per due dati: la bassa percentuale che riguarda le minorenni e quella altrettanto bassa della ripetitività, che conferma che in Italia l’Ivg non è considerata un metodo contraccettivo, contrariamente al disastro di altri paesi europei, soprattutto dell’Est. Siamo preoccupati per l’aumento tra le donne straniere: basti pensare che l’aborto tra le italiane è calato moltissimo, da 234mila casi nell’82 agli 86.014 del 2007. Mentre le Ivg tra le straniere aumentano, nel 2007 se ne sono verificate 40.227, metà da parte di donne provenienti da paesi dell’Est".

Allarme aborti clandestini Stando agli ultimi dati disponibili, risalenti al 2005, sono in netto calo anche gli aborti clandestini: una stima di circa 15mila contro i 100mila casi del 1983. Rimane altissima invece la percentuale degli obiettori di coscienza: il 70,5% dei ginecologi (erano il 58,7 nel 2005), il 52,3 degli anestesisti (era il 45,7) e il 40,9% del personale non medico. In alcune regioni i ginecologi obiettori sono oltre l’80%: è il caso del Lazio (85,6), la Basilicata (84,1), la Campania (83,9), la Sicilia (83,5) e il Molise (82,8). Tuttavia, sottolinea Roccella, "questo aumento, dovuto peraltro in gran parte a un aggiornamento dei dati, non sembra incidere sul’efficacia della legge e in particolare sui tempi d’attesa: anzi, cresce la percentuale di Ivg effettuate entro 14 giorni dal rilascio del documento, il 58,6% contro il 56,7 dell’anno precedente". 

La Roccella promuove la 194 "Gli aborti in Italia continuano a diminuire segno che la 194 funziona, anche se si deve sviluppare la parte dedicata alla prevenzione, e quindi non c’è bisogno di modifiche legislative", spiega la Roccella sottolineando che "la 194 ha prodotto buoni risultati, il ricorso all’aborto in Italia continua a diminuire". "La legge funziona e non credo che ci sia bisogno di intervenire con modifiche legislative, ma si deve puntare e andare avanti sulla prevenzione, rendendola ancora più efficace e applicare quindi in modo sempre più intenso la prima parte della 194". Ci sono infatti su questo fronte secondo Roccella ancora situazioni a macchia di leopardo diverse da Regione a Regione, e spesso affidate al volontariato, per questo "possiamo immaginare di formulare delle linee guida con le Regioni".

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