Accordi tra Italia e Angola Tecnologia e infrastrutture in cambio di materie prime

Luanda (Angola)Tutti presi per l’Angola, Paese leader dell’Africa sub-sahariana, che dopo la guerra civile del 2002 ha fatto registrare una forte crescita reale sopra il 10% annuo (con punte del 26%). Una crescita trainata dalle alte quotazioni del petrolio di cui l’Angola è diventato il primo produttore africano. Una missione a tutto campo, quindi, quella iniziata ieri dal vice ministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso: dall’energia alla Difesa e alle telecomunicazioni, dalle infrastrutture alle costruzioni, dall’agroalimentare alla pesca.
Ieri l’incontro clou, con il ministro del petrolio José Maria Botelho de Vasconcelos, presidente di turno dell’Opec: «Dopo l’ultima riunione di maggio a Vienna - ha detto il ministro - c'è stata una evoluzione positiva dei prezzi. Analizziamo costantemente la situazione del mercato per avere un equilibrio nelle quotazioni. Esiste un mercato, uno stock molto importante, e questo favorisce la stabilizzazione. Ma il problema è tutto nell’auspicata regolarizzazione dei mercati finanziari internazionali. Se il prezzo tornerà a salire si tratterà solo di speculazione. L’Opec è attenta ma il fenomeno è incontrollabile. Io dico che il prezzo equo è tra i 70 e i 75 dollari, una quota che soddisfa sia i produttori sia gli investitori». Ma de Vasconcelos è andato oltre: «L'Angola - ha aggiunto - si appresta a diventare una piazza finanziaria. A breve avremo la Borsa di Luanda».
Poi il Forum bilaterale con l’Italia protagonista. «Puntiamo a quadruplicare in tre anni il nostro interscambio, da 520 milioni a 2 miliardi di euro - ha detto Urso - ma soprattutto a fare dell'Angola un partner». Presenti a Luanda i vertici di Ice, Sace, Simest, una quarantina di imprenditori accompagnati dal vice presidente di Confindustria, Cesare Trevisani, e Confapi. Il governo di Luanda, grazie alle ottime relazioni personali tra il presidente della Repubblica, José Eduardo dos Santos (ospite del G8 all'Aquila) e il premier Silvio Berlusconi, chiede all’Italia serie partnership economiche in grado di favorire occupazione, formazione, e programmi di sostegno sociale e ambientale, in parallelo con il core business: il petrolio.
Risultati immediati e concreti: Eni, già presente sul territorio, avrà altre concessioni (insieme con Saipem), soprattutto per quanto riguarda il gas liquido che arriverà in Europa con le navi per poi finire nei rigassificatori. Ma ci sono già intese di massima per consolidare e sviluppare anche gli investimenti di Cremonini, Cmc di Ravenna, Intertransports di Prato (350 milioni di dollari in tre anni), in pole, quest’ultima, per la quotazione alla nascente Borsa di Luanda. E Finmeccanica con tutte le aziende del suo gruppo. C'è sul tavolo del governo angolano una commessa per 20 elicotteri ad uso civile e militare. E una ricca torta da 50 miliardi di dollari per nuove abitazioni, alberghi e infrastrutture.

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