Adesso l'Ikea rilancia: "Nel prossimo week end ospiteremo le coppie gay"

Dopo le polemiche sullo spot, il gruppo svedese cavalca lo scontro per farsi pubblicità. Nel prossimo fine settimana ospiterà un'associazione gay in diversi punti vendita per difendere i diritti degli omosessuali

Roma - E' un vero e proprio braccio di ferro. Una battaglia publicitaria che avrà un unico vincitore: Ikea. Nella campagna "Siamo aperti a tutte le famiglie" lanciata per promuovere il nuovo megastore di Catania, il colosso svedese aveva fatto leva sui diritti alle "famiglie" omosessuali. Tempo che la pubblicità arrivasse a Roma e il dibattito prendeva fuoco grazie al sottosegretario Carlo Giovanardi che accusava lo spot di essere contro la nostra Costituzione. Alle dichiarazioni di denuncia hanno fatto seguito prima un "bacio libero" davanti ai centricommerciali targati Ikea, adesso un intero fine settimana di visibilità per le "famiglie" omosessuali dentro ai principali punti vendita del gruppo svedese. Una mossa di marketing che non ha eguali nel nostro Paese.

Soddisfatte le associazioni gay "Le nostre famiglie, quelle costituite da genitori omosessuali e dai loro figli, famiglie di cui Giovanardi non vuole sentire parlare, che Binetti vorrebbe cancellare, famiglie che 'offendono la Costituzione', famiglie inesistenti solo per chi non vuole vederle, che a tanti farebbe comodo non nominare nemmeno - spiega l’associazione Famiglie arcobaleno - sono invece sempre più visibili, sempre più presenti, sempre più decise a esistere per quelle che sono". Secondo l'associazione, "la famiglia è prima di tutto una rete di affetti che si regge su legami d’amore, di cura, di filiazione genetica o elettiva e non può essere racchiusa in nessuno schema rigido e definito".

La mossa di marketing Come già ilGiornale.it aveva fatto notare (leggi l'articolo), la campagna messa in campo dall'Ikea non è una semplice provocazione ma una vera e propria strategia di marketing che ha fruttato un'abbondante visibilità. Il prossimo fine settimana Famiglie Arcobaleno sarà presente - con banchetti, materiale informativo e i volontari a disposizione di chi vorrà conoscere l’associazione - in diversi punti vendita. Da Milano a Roma, da Bologna a Torino. In tutta Italia, insomma. In realtà, le parole di Giovanardi (leggi l'articolo) sono state solo la scusa per far scoppiare la polemica e portarla a livello nazionale. Non è, infatti, un caso se una azienda come l'Ikea che punta tanto sulla comunicazione abbia optato per una campagna pubblicitaria del genera a Catania e faccia di tutto per fomentare una polemica di questo tipo.

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