Afghanistan, "Karzai vince con il 68%" Torture dei talebani agli elettori: video

Doppio attacco nel giro di poche ore contro le truppe italiane a Farah. Ieri un ordigno contro un blindato, oggi un'imboscata ai parà: nessun ferito. Il ministero delle Finanze di Kabul: "Rieletto il presidente in carica", ma la Commissione elettorale: "Domani i primi dati". Il video choc delle violenze dei mujaheddin sui votanti: guarda

Afghanistan, "Karzai vince con il 68%" 
Torture dei talebani agli elettori: video

Kabul - Doppio attentato alle truppe italiane nell'arco di poche ore. Un ordigno è esploso, la scorsa notte, al passaggio di un mezzo militare italiano vicino a Farah, nell’Afghanistan occidentale. Nessun ferito, solo danni al mezzo, un Lince blindato. L’attentato, secondo quanto si è appreso al Comando militare italiano di Herat, è avvenuto mentre era in corso un’attività di controllo del territorio congiunta tra soldati afgani e italiani: parà del 187/o reggimento Folgore e bersaglieri del primo reggimento. Il secondo attacco è avvenuto nel pomeriggio sempre nella provincia di Farah: una pattuglia di paracadutisti è caduta in un’imboscata. Nessun ferito. I militari stavano svolgendo un’operazione a Shiwan, nel distretto di Bala Baluk. Prima un mezzo dell’esercito afgano è saltato su una mina (nessun danno alle persone), poi gli insorti hanno sparato con armi leggere e Rpg. Gli italiani hanno risposto al fuoco, "neutralizzando la minaccia", ha detto il comandante Castellano.

Il ministro: "Rieletto il presidente" Continua la battaglia degli annunci sul risultato delle presidenziali del 20 agosto. Il ministro delle Finanze ha annunciato che Hamid Karzai sarebbe stato confermato con il 68% dei voti. L’unica autorità però autorizzata a rendere noto il risultato ufficiale è la Commissione elettorale che ha già fatto sapere che solo domani saranno resi noti i primissimi numeri e solo il 17 settembre i dati ufficiali. Parlando ai giornalisti, Zakhilwal ha detto che Karzai ha ricevuto un forte sostegno elettorale in tutto il Paese e anche nel Nord, fatto, ha detto, che mette il risultato al riparo dalle accuse di frodi nelle instabili regioni del Sud.

Plebiscito per Karzai Il presidente afgano Hamid Karzai sarebbe stato rieletto con una valanga di voti, il 72%, mentre il suo principale rivale nella corsa alla presidenza, Abdullah Abdullah, avrebbe ottenuto il 23% dei consensi. Lo afferma il quotidiano britannico Telegraph citando i dati raccolti da un team di osservatori nei seggi elettorali. Ma stando a quanto annunciato dalla commissione elettorale, i primi risultati provvisori sono attesi per giovedì prossimo. Ieri, Abdullah ha denunciato "brogli massicce" a favore del suo avversario, fra cui dati sull’affluenza che sarebbero stati gonfiati nel sud. "Ci sono irregolarità, frodi e tentativi di brogli massicci", ha detto l’ex ministro degli Esteri di Karzai, basandosi in particolare sui rapporti dei suoi osservatori all’interno dei seggi elettorali. "Sono molto, molto preoccupato per le frodi importanti che sono in corso e spero che questo non si rifletterà sul risultato finale". Secondo Abdullah, "le frodi massicce sono state organizzate dal (presidente) uscente grazie al suo apparato statale e i suoi rappresentanti governativi". Stando alle numerose informazioni ricevute "dal suo gruppo di campagna elettorale, la partecipazione annunciata in alcune zone è stata "quattro volte superiore a quanto riscontrato in realtà", ossia dal "40 al 45 per cento" invece del "10 per cento" e con voti che "si sono riversati sul presidente uscente" Karzai, ha indicato. Stando a quanto riferisce un’analista, la valanga di voti conquistata da Karzai e annunciata dal giornale britannico, troverebbe una sua spiegazione se venisse confermato il successo elettorale del presidente uscente anche nel nord dall’Afghanistan, grazie all’accordo raggiunto con il signore della guerra, il generale Abdul Rashid Dostum. Da giovedì scorso, giorno delle elezioni presidenziali e provinciali in Afghanistan, la Commissione per i reclami elettorali ha ricevuto 225 denunce: di queste, 35 sono state definite ad "alta priorità".

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