Come aiutare i nostri figli a costruirsi una rendita anche con benefici fiscali

Come ci ha spiegato, qui accanto, il dottor Barberis circa il miglior utilizzo dei fondi pensione, entriamo un po’ di più nei dettagli. Anche perché il tema riguarda molto da vicino i giovani, i nostri figli, per i quali, con l’attuale sistema pensionistico, le previsioni non sono affatto rosee. Come ha spiegato il dottor Barberis, il mondo è cambiato e dobbiamo prendere atto e insegnare ai giovani che devono pensare al loro futuro previdenziale.
Ecco, in questi ulteriori approfondimenti, come possono essere realizzati certi «piani di pensioni» per i ragazzi che, già da oggi, dovranno porsi questi problemi. E dovranno porseli anche i genitori per dare ai loro figli la possibilità di guardare avanti con una certa tranquillità.
I temi che vengono spiegati in queste ulteriori note, riguardano appunto le scelte più adeguate che si debbono fare a fronte delle proposte dalla Società di Gestione del Risparmio del Gruppo Carige, i suggerimenti anche per chi non è più tanto giovane, ma può utilizzare questi sistemi egualmente.
Insomma una «guida» completa per offrire al mondo del lavoro, soprattutto giovane, possibilità e occasioni interessanti.

Dottor Barberis possiamo spiegare i dettagli operativi ?
«Certo. L'adesione a un fondo pensione consente di dedurre dalla dichiarazione dei redditi l'importo versato fino ad un massimo di 5.165,00 euro e questo vale anche per le persone fiscalmente a carico».
Quindi anche per i figli.
«Esattamente. Sottoscrivendo il fondo, il genitore aiuta il figlio a costruirsi una rendita pensionistica e nel frattempo usufruisce del beneficio fiscale».
Ma può una persona non più tanto giovane aderire al fondo pensione?
«Può farlo. Può scegliere di aderire con il solo contributo personale o, se è un lavoratore dipendente, anche con il conferimento del trattamento di fine rapporto. Nel costruire il Fondo Pensione Aperto Carige abbiamo proprio voluto pensare ad un prodotto strutturato in modo tale da andare incontro alle esigenze e alle età di tutti coloro che vogliono partecipare alla previdenza integrativa».
Ma se un aderente va in pensione, chiede la rendita, ma trova che il suo fondo è in perdita, quale sarebbe il vantaggio di aver aderito?
«Dopo un periodo lungo, ad esempio un decennio, di versamenti graduali l'alea di una perdita, anche per i fondi più aggressivi e rischiosi, è senz'altro attenuata. Detto ciò il vantaggio di aderire al fondo pensione non è rappresentato soltanto dal rendimento ma anche dal beneficio fiscale. In poche parole e per semplificare, oggi si abbatte l'aliquota marginale (ricordo che oltre i 28.000 euro lordi si parla del 38% per salire fino al 43) e quando si andrà in pensione si pagherà un'imposta fra il 9 e il 15%».
Un'ultima domanda. Consiglierebbe di aderire ad un fondo pensione o sottoscrivere un piano di accumulo di investimento (Pac)?
«Consiglio entrambi. Sia il fondo pensione che il Pac consentono di investire in modo graduale e compatibile con le proprie disponibilità finanziarie. La differenza sostanziale sta nel fatto che il fondo pensione ha l'obiettivo di assicurare un livello di copertura previdenziale più elevato e che l'importo versato annualmente può essere dedotto dall'imponibile mentre il Pac è il modo intelligente per diversificare il patrimonio, anche con importi contenuti. Permette cioè di approcciare i mercati più rischiosi eliminando il problema "timing", vale a dire eliminando il rischio di acquistare attratti da rendimenti che coincidono con la salita delle quotazioni per poi vendere indotti dalla delusione o dalla paura, quando i prezzi sono scesi. Il fondo pensione serve per assicurarsi una vecchiaia più tranquilla e il Pac aiuta a risparmiare un gruzzolo che può essere utilizzato in qualsiasi momento».
Certo, non è facile districarsi nella giungla degli investimenti…
«È vero i mercati stanno crescendo in complessità e non c'è più nulla di scontato. Proprio per questo, però, è importante fare uno sforzo e cominciare, magari con l'aiuto di un consulente di fiducia, a "entrare dentro" agli strumenti finanziari perché solo con la conoscenza si può programmare il proprio futuro».

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