Alcol, sesso e pistole Lite al night club e il poliziotto spara

(...)Ne è nata una discussione e quando finalmente i due sono riusciti ad avvicinarlo alla porta, il giovane ha iniziato a dimenarsi reclamando il suo giubbino. «Intanto esci che poi te lo diamo». Il giubbino a questo punto è diventato per il giovane una sorta di ossessione e, per cercare di rientrare nel locale e riprenderlo, ha estratto la pistola d’ordinanza e l’ha puntata contro i due uomini. Che hanno rinchiuso precipitosamente l’ingresso e chiamato il 113.
Una volta solo in strada, l’agente ha armato la sua Berretta calibro 9 x 19 e, forse per «aprire» la porta, ha fatto fuoco. Tre o quattro colpi, quindi è salito in sella alla sua moto per poi tornare sparare altri colpi. Tutti concentrati sulla serratura: i proiettili hanno passato il montante in metallo come burro, un paio hanno forato la vetrata, andando a conficcarsi contro il mobile in legno della cassa. Alla fine i colleghi raccoglieranno 13 bossoli. Poi è salito sul suo scooter e si è allontanato. Proprio mentre arrivavano le volanti che hanno raccolto la descrizione dello sparatore e, dopo una breve battuta, lo hanno rintracciato nella vicina piazza XXIV Maggio. Scoprendo appunto che si trattava di un collega.
L’agente è finito in questura insieme al titolare del locale, il buttafuori, una ballerina e la guardarobiera. Concordi le testimonianze: non ha sparato contro qualcuno, inoltre i colpi sono stati esplosi esclusivamente contro la porta a vetri, con una perfetta visuale dell’interno. Dunque era ben certo di non centrare nessuno. Questo gli ha evitato l’arresto per tentato omicidio ma non le denunce, il ritiro di pistola e tesserino e la sospensione dal servizio.