Milano«Ragazzi, attenzione, lalcol provoca il cancro». Proprio come il fumo, lamianto e il benzene. A lanciare lallarme è lassociazione Assoutenti, che si rifà alla decisione dellOrganizzazione mondiale della sanità di inserire lalcol nel gruppo numero uno delle sostanze responsabili del tumore. A Genova una donna alcolista, che si è ammalata di tumore al seno, ha deciso di fare causa a una delle principali aziende produttrici di alcolici. E il caso potrebbe rappresentare un precedente di non poco conto per centinaia di altre storie simili.
Assoutenti ha in mente una serrata campagna anti alcol. E per promuoverla parte proprio dalla «Milano da bere». «Da bere sì - spiega il vice presidente dellassociazione, Furio Truzzi - purché non si tratti di alcol». Innanzitutto il gruppo di consumatori chiede di rendere obbligatoria unetichetta su tutte le bottiglie con la scritta: «Nuoce gravemente alla salute, può provocare il cancro», proprio come per le sigarette. E poi punta a promuovere tra i giovani una nuova moda: quella del bio drink. Cioè di cocktail analcolici e sfiziosi, che non siano snobbati dai più giovani perché «da sfigati» ma che abbiano un certo appeal. «Ad esempio - suggerisce Truzzi - potrebbero essere bevande a base di peperoncino o di frutta della passione, meglio ancora se a chilometro zero». La speranza è che le aziende che producono alcolici e i baristi colgano la sfida e inventino nuovi drink, di moda ma sani.
Assoutenti ha cominciato anche una raccolta di firme (ieri a Milano ne sono state raccolte 300 in unora) da presentare in Parlamento, italiano ed europeo, entro il 14 novembre, data della prima giornata europea senza alcol. I dati sui decessi per alcol, e patologie correlate, fanno paura: in Italia si contano 30mila casi allanno, 200mila in Europa. «Anche una piccola quantità di alcol può essere cancerogena - spiega Truzzi - Cè una sostanza, lacetaldeide, fortemente nociva nelle bevande alcoliche». Di fatto è impossibile stendere una tabella alcolemica per calcolare il rischio tumore poiché ogni persona ha una predisposizione diversa e sono molteplici i fattori che contribuiscono allo sviluppo di cellule cancerose.
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