Alfano: «Bruciati 80 milioni l’anno per le prescrizioni»

Giustizia e sprechi: un conto in saldo negativo. Pesante. Ottanta milioni l’anno per dichiarare prescritti 170mila processi. «La giustizia costa 8 miliardi di euro l’anno, cioè 30 milioni per ogni giornata lavorativa» spiega Alfano, puntando il dito sull’enorme arretrato sia civile sia penale. Nella sua relazione annuale al Parlamento, tenuta ieri al Senato, il Guardasigilli ha fornito cifre allarmanti: «Sono 5.625.057 i processi civili pendenti, con un aumento del 3% rispetto al 2008. Sono 3.270.979 quelli penali, con una riduzione modesta rispetto all’anno precedente».
Un quadro fosco. «Una mole senza eguali negli altri Paesi Ue - ha proseguito Alfano - gestita da 9080 magistrati togati (6402 giudici e 2090 pm); 3513 giudici onorari; 40.456 unità di personale giudiziario; 1399 addetti al settore minorile; 46.662 dipendenti dell’amministrazione penitenziaria. Tra questi, 5.183 svolgono 28 milioni di notifiche manuali all’anno, pari a 112mila al giorno. Il 12% dei processi penali viene rinviato per omessa o irregolare notifica e lo stesso processo penale brucia, in media, 80 milioni di euro ogni anno per dichiarare prescritti 170mila processi: 465 al giorno, festivi compresi. Oltre 30mila cittadini hanno chiesto di essere indennizzati per l’irragionevole durata del processo, ottenendo decine di milioni di euro di risarcimenti, con un trend di crescita del 40% l’anno». Per la «terapia» Alfano ha indicato: «Adozione di misure organizzative, innovazione legislative in materia di ordinamento e procedura, previsione di un programma di impegni per il 2010».
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