Alitalia, il governo impone altri 3 giorni di agonia

Il cda rinvia di nuovo la scelta per la trattativa in esclusiva

Alitalia, il governo impone altri 3 giorni di agonia

da Milano

Ancora un rinvio, ancora un compromesso. Il cda di Alitalia ha accolto l’«invito» del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi (fatto proprio dal governo) per un maggiore approfondimento delle proposte di Air France e di Air One presentate per l’acquisizione di Alitalia. Ma è uno slittamento breve, a venerdì 21: ultimo giorno utile per poter decidere prima di Natale, rispettando quindi la scadenza che sia il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sia il presidente della compagnia, Maurizio Prato, hanno più volte indicato. Quello di ieri non è stato, tuttavia, un consiglio-lampo. La discussione è durata più di tre ore e la decisione di aggiornarsi, in ossequio a quanto dettato nelle stanze della politica, è stata tecnicamente motivata con l’esigenza di ottenere le «raccomandazioni definitive» da parte degli advisor Citi e Roland Berger. In lizza, almeno teoricamente, oltre ai due contendenti principali c’è ancora la cordata Baldassarre.
L’ulteriore rinvio, adombrato nella serata di lunedì e caldeggiato nella mattinata di ieri dal ministro dei Trasporti, è avvenuto anche «alla luce degli ulteriori chiarimenti e integrazioni pervenuti dai soggetti offerenti», come comunicato dall’azienda a fine consiglio. Air One, in particolare, alla vigilia ha fornito elementi nuovi rispetto alla propria offerta del 6 dicembre: in particolare ha quantificato in un miliardo l’aumento di capitale «cash» e ha illustrato una revisione del modello di business industriale, non più impostato sul doppio hub, Milano e Roma, ma su sei basi distribuite sull’intero territorio italiano, con Fiumicino hub e Malpensa scalo intercontinentale. Air One fa leva anche sul sostegno di quattro primarie banche (Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley, Nomura e Goldman Sachs), che hanno accompagnato con proprie lettere d’impegno il progetto industriale; le banche definiranno tecnicamente il proprio ruolo solo se Air One sarà prescelta per la trattativa in esclusiva. Altri elementi della proposta Air One, un rapido rinnovamento della flotta, investimenti per 4,3 miliardi entro il 2012 (Air France 6 miliardi entro il 2015), la disponibilità a mettere a disposizione degli aderenti all’Opa a 1 centesimo (ieri in Borsa il titolo Alitalia ha chiuso a 0,72 euro, più 1,15%), il 3% del capitale dell’Alitalia post-risanamento: cioè nel 2012. Air France offre 35 centesimi in azioni della holding.
Il cda di Alitalia, da indiscrezioni di buona fonte, non ha mutato il suo atteggiamento favorevole alla cessione ad Air France, per la quale il presidente Prato si è espresso esplicitamente.

Il rinvio denuncia le incertezze e le spaccature tuttora esistenti nel governo: è difficile far digerire agli italiani la perdita di nazionalità della propria compagnia, che ha avuto sicuramente un passato glorioso. Venerdì comunque - assicurano tutti - dovrebbe essere la giornata decisiva. Dopo un incontro di Bianchi con i sindacati (oggi) e i colloqui di Prodi con il premier francese Sarkozy (domani).

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