All’Afghanistan nuovi aiuti da settanta Paesi

All’Afghanistan nuovi aiuti da settanta Paesi

da Londra

L'Afghanistan ha fatto considerevoli passi in avanti, ma i problemi del Paese restano immensi, e per questo la comunità internazionale ha ribadito il suo sostegno a Kabul. È questo il consuntivo della prima giornata di lavori della conferenza di Londra sull'Afghanistan, apertasi ieri, con la partecipazione di circa 70 Stati - tra cui l'Italia, per la quale è presente il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver - e numerose organizzazioni internazionali tra cui l'Onu.
Il presidente afghano Hamid Karzai già ieri ha incassato la promessa americana di circa 1,1 miliardi di dollari di stanziamenti aggiuntivi, mentre il premier britannico Tony Blair ha annunciato che Londra darà 455 milioni di sterline (700 milioni di euro circa) nell'arco dei prossimi tre anni. E Mosca ha annunciato che cancellerà il debito di 10 miliardi di dollari risalente all'epoca dell'Urss. Una serie di ulteriori aiuti che si inserisce nell'accordo quinquennale detto «Afghanistan Compact» (che verrà firmato oggi), una «mappa strategica» che ribadisce gli impegni internazionali per un sostegno militare ed economico in cambio di quelli afghani per la stabilità e lo sviluppo.
Il segretario di Stato americano, la signora Condoleezza Rice, ha detto che vi è ancora molto lavoro da fare: «La trasformazione dell'Afghanistan è notevole, ma incompleta. È essenziale aumentare il nostro sostegno al popolo afghano». Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ha affermato che l'Afghanistan può essere «orgoglioso» dei progressi fatti nel campo della democrazia, ma ha avvertito che la violenza resta diffusa nel Paese. Una lotta, quella per sradicare la violenza, che per Tony Blair è simbolica del più ampio conflitto contro il terrore globale: «La lotta del popolo afghano per la democrazia e la stabilità è rappresentativa della stessa lotta in tutto il mondo», aveva detto Blair aprendo i lavori.