All’Onu non pagano le multe Arretrati per 18 milioni di dollari

La città di New York batte cassa: 150mila contravvenzioni per divieto
di sosta mai saldate dai diplomatici. Kuwait ed Egitto i Paesi più
indisciplinati

Diciotto milioni di dollari di multe per divieto di sosta sono la piccola fortuna che il comune di New York non riesce a incassare dai diplomatici dell’Onu. L’ammontare di 150mila contravvenzioni inflitte ai rappresentanti di 175 nazioni. Per non parlare dei 7 milioni di dollari all’anno in tasse inevase su proprietà consolari. E quasi tutti i paesi sono morosi. Come l’Egitto, che nel 2008 doveva ancora pagare 1,9 milioni di dollari di multe.

A compilare la classifica degli indisciplinati sono state un paio di ricerche universitarie che hanno raccolto una specie di anagrafe dei pirati della sosta, con la cattiva abitudine di parcheggiare ovunque, grazie alle targhe diplomatiche; oppure di non pagare il biglietto del parchimetro. Almeno fino al 2002 quando il sindaco della Grande mela, Michael Bloomberg, ha dichiarato guerra ai diplomatici del Palazzo di vetro. Oggi, dopo tre multe per divieto di sosta non pagate, i poliziotti di New York si portano via la targa con la «D». Una novità che ha ridotto il fenomeno ma non lo ha del tutto eliminato. Secondo i ricercatori americani e indiani, che hanno studiato il fenomeno nel 2007 e quest’anno, i più indisciplinati sono i kuwaitiani. Ogni diplomatico del paese arabo ha accumulato 249,4 multe dal 1997 al 2002. Il Kuwait deve ancora pagare 1,3 milioni di dollari di arretrati. I secondi classificati sono gli egiziani con 141,4 multe a testa in cinque anni, contando però su ben 24 diplomatici. L’Egitto è il paese più moroso con quasi 3.400 contravvenzioni non saldate. Fra le prime dieci nazioni nella lista nera spiccano il Sudan, la Bulgaria, il Mozambico e l’Albania. Il decimo è il Pakistan con 70,3 multe a diplomatico, fino al 2002.

Le ricerche evidenziano una correlazione fra le multe inevase e la corruzione endemica all’interno del singolo paese. Come la Nigeria, al quindicesimo posto con 59,4 multe per diplomatico. La classifica cataloga i rappresentanti di 149 nazioni accreditate al Palazzo di vetro. L’Italia è 47ª con 14,8 multe per diplomatico, poi scese drasticamente a 0,80 dopo il giro di vite dell’amministrazione comunale di New York. I più virtuosi sono i giapponesi, i lettoni, i norvegesi e gli svedesi con 0 infrazioni. Alcuni paesi come la Turchia, l’Oman il Bahrein e la Malesia non hanno multe inevase o si avvicinano allo zero, ma sono tutt’altro che virtuosi. Semplicemente hanno pagato le contravvenzioni.

Nel 2002 la svolta voluta dal sindaco Bloomberg fu tutt’altro che indolore. Fra settembre e ottobre di quell’anno, i poliziotti di New York si portarono via 30 targhe su 185 rappresentanze diplomatiche. Subito dopo le contravvenzioni per divieto di sosta sono crollate, prima del 67% e oggi del 93%. Il problema è che durante il periodo del parcheggio selvaggio erano state emesse 150mila multe, per un totale di 21 milioni di dollari. A dicembre 2008 solo tre risultavano pagati. Per punire i paesi morosi Bloomberg aveva trovato un accordo con il Dipartimento di Stato che prevedeva di ridurre gli aiuti alle nazioni indisciplinate di un importo uguale al totale delle contravvenzioni, oltre una maggiorazione annua. Purtroppo l’accordo non è mai stato applicato e l’amministrazione comunale cerca ancora di recuperare il dovuto. Appena insediato l’attuale segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon ha lanciato un appello ai diplomatici del Palazzo di vetro per saldare il conto. Il suo paese d’origine, la Sud Corea, doveva pagare nel 2007 ancora 17mila dollari in contravvenzioni.

Dagli uffici comunali fanno sapere «che il recupero dei parcheggi non pagati continua ed è importante, ma adesso siamo impegnati a incassare le tasse per proprietà consolari, che non vengono utilizzate a fini diplomatici». Un’altra furbata dei diplomatici dell’Onu, che pensano di godere dell’immunità su tutto. L’amministrazione di New York ha trascinato davanti alla Corte suprema l’India e la Mongolia, alla fine condannate a sborsare 46 milioni di dollari per tasse mai pagate. L’Ungheria ha ammesso quest’ anno di dover versare al comune 32,5 milioni di tasse inevase per le sue proprietà.

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