Alpini Un «rancio» per gli angeli dei vicoli

I nomi degli «amici» sono stati messi in calce alla lettera, in rigido ordine alfabetico, senza farli precedere da titoli professionali o onorificenze, perché l’adesione a un’iniziativa del genere non distingue tra senatori e operai, ingegneri o cavalieri. Momento Liberale, il gruppo socio-politico che tramite un blog su Internet anima la discussione del centrodestra ligure, ha raccolto 500 euro in favore del contadino afgano orrendamente mutilato dai telebani perché era voluto andare a votare. Una cifra che verrà consegnata tramite il Giornale, insieme ad una lettera, a Lal Mohammed, diventato un eroe simbolo del desiderio di democrazia in Afganistan.
Momento Liberale aveva prima voluto sollevare il caso del contadino che ha commosso il mondo, poi ha fatto nascere un dibattito e infine, per iniziativa di Beppe Damasio, ha lanciato la sottoscrizione. Un piccolo, grande gesto concreto che ha subito anche critiche da parte di chi ha ironizzato sul buon esito della raccolta di fondi. «Qualcuno mi ha anche detto che quel denaro sarebbe servito per pagarmi una rata del mutuo», racconta amareggiato Damasio. Che per consegnare a Lal Mohammed i 500 euro raccolti ha scelto il Giornale e in particolare Fausto Biloslavo, il giornalista che vive e racconta i teatri di guerra e le zone più calde del mondo.
«La cifra è modesta - spiega Damasio - ma non importa. Conta il gesto e comunque anche il poco laggiù è davvero molto». Biloslavo consegnerà dunque il messaggio di vicinanza al contadino afgano e la somma raccolta grazie alle donazioni di Ruggero Caiti, Fabio Capocaccia, Roberto Cassinelli, Paolo Cazzulini, Beppe Damasio, Maria Gambardella, Rosalba Giambianco, Stefano Lunardi, Giovanni Mombelli, Enrico Musso e Franco Sensi. Amici lontani che probabilmente l’eroe della democrazia afgana non conoscerà mai personalmente ma che sentirà comunque vicini.
Biloslavo al suo rientro in Italia porterà a Momento Liberale la testimonianza del contadino torturato e mutilato dai talebani per il quale c’è stata la mobilitazione «genovese».