C’è un altro aspetto per il quale il governo Prodi fa discretamente schifo: i diritti umani. Come ha scritto Panorama, il 12 ottobre scorso il capo spirituale tibetano, il Dalai Lama, è passato ufficialmente a Roma: ma Prodi non l'ha neppure incontrato. Il Dalai Lama ha incontrato i ministri Bonino, Pecoraro Scanio e il sottosegretario Vernetti, ma non è stato un incontro ufficiale tanto che ha avuto luogo in un hotel. Tutto questo per non creare un incidente diplomatico con la Cina, e del resto l'accondiscendenza di Prodi verso Pechino l'hanno notata tutti: ergo, il veto cinese a ogni riconoscimento del Tibet ha infine vinto. Nota: nel 1994 il Dalai Lama fu ricevuto dal premier Berlusconi e dal Capo dello Stato Scalfaro. Seconda questione, fatta notare dal radicale Andrea Mecacci: il governo, in più sedi e con più mandati, si era impegnato a proporre moratoria sulla pena di morte all’Assemblea Generale dell'Onu: ora invece il sottosegretario Gianni Vernetti ha detto che semplicemente non verrà presentata.
Lo stesso Prodi, parlando alle Nazioni Unite il 19 settembre scorso, non ne ha più fatto menzione, e alla fine è passata solo una dichiarazione proposta dalla Francia che non ha nessun valore politico. Il governo italiano, in compenso, diversamente da tutti i Paesi occidentali, non si è opposto alla candidatura del venezuelano Hugo Chavez al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Nel complesso, una meraviglia.Altre prodezze
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