La WWE sta per tornare in Italia e lo farà con il botto. Ben cinque date da segnare sul calendario, con il grande appuntamento fissato per domenica 31 maggio quando, all’Inalpi Arena di Torino, andrà in scena il primo (e storico) Premium Live Event “WWE Clash in Italy”. La compagnia si fermerà nel capoluogo piemontese anche lunedì per la puntata di “Monday Night Raw”, per poi spostarsi successivamente a Bologna (5 giugno, Unipol Arena) per “Friday Night SmackDown”. Chiuderanno il tour i live event di Roma (6 giugno, Palazzo dello Sport) e Firenze (7 giugno, Mandela Forum).
Tante le superstar annunciate, a partire dagli attuali campioni Roman Reigns (World Heavyweight Champion) e Cody Rhodes (Undisputed WWE Champion), passando per le campionesse dei massimi titoli femminili Rhea Ripley e Liv Morgan, fino a Oba Femi, CM Punk, Trick Williams e Gunther, proprio l’austriaco sarà impegnato in un match titolato. Due volte WWE World Heavyweight, detentore del più lungo regno da campione intercontinentale (666 giorni) ma, soprattutto, Gunther è l’uomo che fece cedere la leggenda John Cena nel suo ultimo match in carriera. Il “Ring General”, assente dalla card di WrestleMania 42, nelle ultime settimane è tornato alla ribalta attaccando Cody Rhodes ottenendo, proprio per WWE Clash in Italy in scena a Torino, il match per il titolo.
Un Gunther che, tra le sue passioni, ha anche il calcio. L’austriaco è un noto tifoso dello Schalke 04 e da qui è iniziata la nostra intervista, parlando del ritorno dei “Königsblauen” in Bundesliga: «Oh, che storia fantastica, vero? Nessuno se lo sarebbe aspettato in questa stagione. Sono riusciti a ribaltare la situazione e a diventare una vera squadra. Non ho più tempo per seguire davvero le partite, ma mi tengo sempre aggiornato sui risultati, sui momenti salienti e cose del genere. E sì, sono tornati al posto che spetta loro».
Nel calendario annuale dei Premium Live Event c’è “Clash Of Titans”, scontro tra titani, proprio come quanto accaduto nella semifinale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco. Il commento di Gunther: «A livello europeo il Bayern è praticamente l’unico rappresentante dei paesi di lingua tedesca. Ovviamente c’è l’austriaco Konrad Laimer, che è un pilastro della squadra. Prima di lui c’era Alaba, rimasto lì tantissimo tempo. Quindi c’è sempre stata una presenza austriaca nel Bayern Monaco. Mi sarebbe piaciuto vederli vincere. Mi piace molto la squadra che hanno adesso e anche il progetto mi sembra fresco. Kompany? Non posso giudicare il suo lavoro, ma il modo in cui comunica con il pubblico lo fa davvero bene. Però anche il PSG è una bella storia: hanno cercato di comprare tutto il mercato pensando di potersi comprare anche la Champions League e, ironicamente, stanno riuscendo a vincerla ora che quei grandi nomi non ci sono più. Ma io volevo vedere il Bayern vincere».
E chi vincerà la finale di Champions League tra PSG e Arsenal? «È difficile da dire. Spero nel PSG, ma l’Arsenal gioca in modo molto disciplinato. Sarà una partita interessante e penso finirà con un punteggio basso. Non mi aspetto molti gol».
Gunther è un “villain” di altissimo livello: sa come entrare nella testa dei tifosi andando a colpirli nel vivo e, nell’imminente tour in Italia, ha già pronta la sua arma migliore… il calcio. Lui è austriaco, l’Austria giocherà il Mondiale, l’Italia no: «Ti dirò una cosa. Per me è incredibile. Sono cresciuto vedendo l’Austria sempre fuori dai giochi. Magari una volta si qualificava a un torneo. Ora invece è diventata una squadra davvero solida, presente praticamente ovunque. Non riuscivo a credere che l’Italia fosse rimasta fuori dal Mondiale per la seconda volta consecutiva». E su quanto infierirà su questo tema: «Secondo me è un ottimo spunto. Credo toccherebbe proprio nel profondo».
Gunther sta scrivendo pagine indelebili della storia della WWE. La più leggendaria rimarrà probabilmente quella del Saturday Night’s Main Event del 13 dicembre 2025, quando sconfisse John Cena, 17 volte campione WWE, nel suo ultimo match in carriera. Il “Ring General” si è poi ripetuto alla Royal Rumble del 31 gennaio 2026, forzando al ritiro un’altra icona come AJ Styles. Gli abbiamo chiesto cosa abbia provato dopo quei due match: «Questa volta è stato diverso. Per tutta la mia carriera in WWE ho sempre interpretato il cattivo e ottenuto le reazioni negative che cercavo. Però penso che, grazie a quello che faccio sul ring, ci sia sempre stato anche un certo rispetto da parte del pubblico. Quella sera, dopo John Cena, è stata la prima volta in cui ho pensato: “Adesso mi odiano davvero”. E l’ho percepito chiaramente dalle loro reazioni. Con AJ è stato diverso perché il pubblico aveva già vissuto quella sensazione con Cena e sperava soltanto che non accadesse di nuovo. Ma è successo ancora».
Il wrestling non si ferma mai: da gennaio a dicembre praticamente sempre sul ring, con eventi in tutto il mondo. Com’è la vita di un wrestler? Come si gestiscono vita privata e lavoro? Gunther spiega: «Oggi è tutto molto più leggero. Siamo quasi passati a un ritmo stagionale. Nella prima metà dell’anno facciamo il grande tour europeo e altri eventi internazionali, poi arriva il periodo di WrestleMania, che è intensissimo. Successivamente le cose si calmano un po’ prima di ripartire. È questione di gestione. Inoltre il business è cambiato: le carriere sono più lunghe e bisogna investire tanto sul proprio corpo. Quando sei a casa devi seguire una routine fatta di allenamenti, recupero, alimentazione, massaggi ed esercizi di mobilità. Diventa un vero programma quotidiano. Ma è una vita fantastica e non posso lamentarmi. Nel mio caso non potrei farcela senza mia moglie. Crescere una famiglia con questo lavoro richiede tantissimo impegno, ma adoro la mia vita, sia professionale che privata».
L’aspetto più bello? «Il wrestling mi ha insegnato tantissimo. Ho iniziato a viaggiare a 17-18 anni e non mi sono più fermato. Sono quasi vent’anni ormai. Ho visto tantissime parti del mondo e conosciuto culture diverse. Ti apre la mente e ti fa capire molte cose. Per me è questo l’aspetto più bello del mio lavoro».
Tra le domande più curiose ce n’è una che piace sempre: quale celebrità o atleta vorrebbero mettere ko con la propria finisher? Lo abbiamo chiesto anche a Gunther, scegliendo un fuoriclasse del Real Madrid: «Credo che applicherei la mia Gojira Clutch a Vinicius Jr. È fastidioso, ha troppa presunzione. Non mi piace, è un piantagrane. Ho giocato a calcio per tantissimo tempo e ho sempre incontrato quel tipo di giocatore che cerca di creare problemi in ogni situazione. È un grandissimo giocatore, ma…».
Infine, Gunther ha mandato in pensione John Cena e AJ Styles.
L'intervista a Gunther: "La mia vita da wrestler tra ring, calcio e passioni"
Gunther è l’uomo che fece cedere la leggenda John Cena nel suo ultimo match in carriera
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