Olimpiadi 2024, il triathlon tira la volata: già 200 azzuri qualificati per Parigi

La spedizione azzurra ha superato infatti nei giorni scorsi la quota dei 200 atleti che hanno già strappato il biglietto per le olimpiadi grazie proprio alla staffetta mista con i quattro posti

Olimpiadi 2024, il triathlon tira la volata: già 200 azzuri qualificati per Parigi
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Il triathlon tira la volata all'Italia Team verso le Olimpiadi di Parigi. La spedizione azzurra ha superato infatti nei giorni scorsi la quota dei 200 atleti che hanno già strappato il biglietto per le olimpiadi grazie proprio alla staffetta mista con i quattro posti, due atlete e due atleti, garantiti dal triathlon. Un bel risultato, a poco più di cinque mesi dal via, che porta a 203 gli atleti azzurri già "in viaggio" verso XXXIII edizione della rassegna olimpica.

"L’ufficialità è arrivata dopo la cancellazione causa maltempo della tappa della World Triathlon Championship Series, Para Cup and Mixed Relay di Abu Dhabi - spiega il presidente della Federazione italiana Triathlon Riccardo Giubilei - Dopo aver consultato il Comitato Tecnici e Atleti si è deciso di non recuperare l’appuntamento, rispettando la chiusura naturale del ranking delle staffette prevista per il 25 marzo e in questo modo, senza altri appuntamenti in programma, viene 'congelata' quindi la classifica e l’Italia, attualmente in ottava posizione, essendo preceduta nel ranking da Gran Bretagna (seconda ai Mondiali del 2022), Germania (vincitrice del Mondiale 2023) e Francia (Paese ospitante), rientra tra le migliori nove Nazioni della classifica che conquistano direttamente la qualificazione a Parigi 2024".

Si va quindi formando la spedizione azzurra e si allunga l'elenco delle specialità che attualmente hanno già strappato i "pass olimpici". Uno "squadrone" che vede già 26 carte olimpiche per Settebello e Setterosa di pallanuoto; 15 pass e 25 carte olimpiche per il nuoto; 13 carte olimpiche per il canottaggio; 10 per la ginnastica artistica; 9 per il nuoto artistico; 8 carte per il pugilato, i tuffi, la vela e la scherma; 7 per il Tiro a Volo, la ginnastica ritmica. judo e ciclismo; 5 per gli sport equestri; 3 per atletica, pentathlon moderno, sport equestri, taekwondo e nuoto di fondo; 2 per il tiro a segno e la canoa; una per il tiro con l'arco, il surf, e l'arrampicata sportiva.

"I quattro posti portati dal triathlon per noi sono una grande soddisfazione - spiega il presidente Fitri - Una qualificazione arrivata dopo il bronzo di Ilaria Zane, Sharon Spimi, Nicola Azzano e Alessio Crociani nella World Triathlon Mixed Relay Series corsa a Napier in Nuova Zelanda con l'innesto di due giovani che hanno sostituito Nicolò Strada e Bianca Seregni dopo le loro defezioni e che sono la testimonianza di come il nostro, sport individuale per eccellenza, possa essere anche un grande sport di squadra e dove la forza di un gruppo che sta crescendo con i nostri giovani possa fare la differenza. Ora l'obbiettivo è quello di qualificare una terza donna, risultato che probabilmente avrebbe già potuto essere raggiunto se Alice Betto, diventata mamma lo scorso anno, non avesse saltato gare per la gravidanza".

Parigi all'orizzonte quindi e Parigi che, per la staffetta del triathlon, arriva per la prima volta senza necessità di un ripescaggio e trova il commento soddisfatto anche del presidente del Coni Giovanni Malagò che applaude gli atleti, tecnici e federazione. "Strada da fare ce n'è ancora tanta - ammette Giubilei - ma il lavoro che i nostri tecnici ed in particolare Andrea Gabba con gli under 23 e Alberto Casadei con gli Youth e gli junior sta pagando. Un esempio: nello scorso week end a Imola si sono svolti i campionati italiani di duathlon sprint che hanno visto un'ottima partecipazione di atleti e di molti giovani. Tutti i ragazzi che si stanno formando nei nostri Cts di Riccione e di Torino, i due centri territoriali di sviluppo, si sono piazzati nelle top ten".

In attesa dei Giochi di Parigi restano alcuni punti che la Federazione triathlon, ma non solo la Federazione Triathlon, sta cercano di mettere a fuoco e in agenda. Il rapporto ancora complicato tra i giovani atleti e la scuola che fa spesso fatica a riconoscere l'impegno che comporta l'attività agonistica e l'integrazione con l'attività didattica e la difficoltà di trattenere i ragazzi alla fine dell'attività agonistica nel settore amatoriale: "Tutto vero, le difficoltà esistono - spiega il presidente Fitri - Con la scuola si sta lavorando e l'aumento degli studenti-atleti degli ultimi anni è già un passo avanti.

Per quanto riguarda i giovani che finita l'attività fanno fatica a rimanere nello sport credo sia un problema legato all'agonismo stesso ed è comprensibile che chi ha fatto sacrifici e rinunce poi, finite le gare, tiri un po' il fiato. Il triathlon, rispetto agli altri sport, in questo caso però è un po' differente: diciamo che è uno stile di vita e quindi anche chi per un periodo "molla" poi dopo qualche anno ritorna...".

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