Il biathlon si conferma una delle discipline più affidabili per il medagliere azzurro. Nonostante la divina Dorothea Wierer, la staffetta mista italiana si batte alla grande contro la favorita Francia e sfiora l’impresa assoluta. Il quartetto composto da Giacomel, Hofer, Wierer e Vittozzi riesce a battere la concorrenza di Germania e Norvegia, contendendo per lunghi tratti la vittoria finale alla Francia. Alla fine la Vittozzi deve cedere rispetto alla Simon nell’ultima frazione ma approfitta degli errori al poligono delle rivali per vincere l’argento in solitaria a circa 25 secondi dal quartetto transalpino. Grande la soddisfazione per la squadra azzurra, che ha pagato qualche errore al tiro ed una prova non perfetta di Hofer, recuperando grazie alle prove maiuscole della Wierer e di Lisa Vittozzi.
Troppa Francia, l’Italia c’è
Se il quartetto transalpino composto da campioni assoluti sembrava alla vigilia troppo forte per chiunque, la lotta per la medaglia d’argento vedeva gli Azzurri sullo stesso livello delle altre grandi. La prima frazione vede Tommaso Giacomel prendere la testa della gara per alzare subito il ritmo e sfiancare da subito gli avversari diretti: a tenere il suo passo ci sono sia il norvegese Uldal ed il leader di Coppa del Mondo Perrot. Dopo un primo poligono perfetto, sono gli atleti italiani e francesi ad aprire un minimo di luce e controllare la gara: si capisce subito che la lotta per le medaglie sarà tra le prime sei nazionali, nettamente superiori al resto della concorrenza. Giacomel fa un paio di errori al secondo poligono mentre Uldal è perfetto: l’azzurro si lancia all’inseguimento e chiude la sua frazione in terza posizione. Lukas Hofer se la deve vedere con Christiansen e Fillon Maillet ma l’azzurro ha da recuperare i secondi persi nelle due ricariche in piedi di Giacomel. Nonostante i sei secondi di ritardo, Hofer è perfetto nella prima sosta al poligono mentre il francese si salva in extremis alla terza ricarica, perdendo parecchio terreno. L’Italia recupera su Norvegia e Germania mentre la staffetta francese sta dando il tutto per tutto per rientrare in gara: il verdetto del poligono in piedi è negativo per Hofer, che utilizza due ricariche mentre Nawrath e Fillon Maillet sono perfetti. Hofer è superato di slancio dal francese e perde diversi secondi: quando si lancia Dorothea Wierer, l’Italia è quarta ed ha più di 25 secondi da recuperare.
Wierer e Vittozzi da applausi
La Divina del biathlon, alla sua ultima olimpiade, deve vedersela con le francesi che questa stagione hanno fatto benissimo ma non si perde d’animo. Se le atlete norvegesi non sembrano in grado di reggere il passo, la Wierer perde qualche secondo nei confronti della Jeanmonnot prima del primo stop al poligono. L’atleta altoatesina è perfetta mentre la francese usa una ricarica: si compatta un quartetto di testa con Italia, Francia, Germania e Norvegia per una staffetta che rimane aperta ad ogni risultato. La Jeanmonnot spinge forte nell’avvicinamento al secondo poligono, guadagnando quasi cinque secondi sulle rivali: la francese è perfetta nel tiro in piedi mentre la Wierer usa una ricarica. L’azzurra si batte a lungo con la Voigt mentre la Francia mette la spallata forse decisiva per l’oro, staccando nettamente le rivali. Quando Lisa Vittozzi prende il via, i transalpini sono avanti di quasi 20 secondi mentre Italia, Germania e Norvegia si battono per gli altri due gradini del podio. La Simon è rapida e perfetta al primo poligono ma neanche la Vittozzi sbaglia ed è più rapida rispetto a Germania e Norvegia. La gara si decide all’ultimo poligono in piedi: perfetta la Vittozzi mentre la Preuss e la Kirkeeide vanno in confusione totale, beccandosi rispettivamente uno e due giri di penalità. L’azzurra prova a recuperare qualcosa alla Simon ma venti secondi in pochi chilometri sono davvero troppi: Lisa Vittozzi chiude seconda in solitaria mentre l’ultimo gradino del podio se lo aggiudica la staffetta tedesca.