Così come accade per ogni vincita, anche il montepremi messo in palio dal Coni per gli atleti medagliati alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, tuttora in corso di svolgimento, è soggetto a una tassazione.
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha confermato anche per questi Giochi Olimpici invernali il prize money già fissato per Tokyo 2020 e Parigi 2024: per una medaglia d'oro il premio è di 180mila euro, per un argento di 90mila e per un bronzo di 60mila. Ciò significa che con 9 ori (1.620.000 euro), 5 argenti (450mila euro) e 12 bronzi (720mila euro), al momento è questo il bottino degli azzurri nel medagliere di Milano-Cortina 2026, il montepremi complessivo da stanziare è di 2.790.000 euro. Si tratta, tuttavia, di cifre da considerare lorde, per cui da tassare: la tassazione, di norma, avviene nel Paese di residenza dell'atleta e non in tutti i casi si tratta dell'Italia. Qualora l'atleta medagliato centrasse più di un podio, il premio risultante sarebbe costituito dalla somma dei prize money previsti per ciascun alloro.
Se da un lato, come anticipato, la quota medaglie è rimasta invariata dal 2020, per quanto concerne le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina viene considerato un diverso regime fiscale derivante dall'applicazione della Legge 207 del 30 dicembre 2024 (Legge di Bilancio 2025), all'articolo 1, comma 262.
"I premi erogati agli atleti dal Comitato olimpico nazionale italiano e dal Comitato italiano paralimpico per le medaglie ottenute nelle gare svolte in occasione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026 non sono soggetti alle ritenute alla fonte di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600".
Tali premi non rientrano nella base imponibile Irpef, per cui in sostanza sono esentasse. Questa misura rappresenta una novità rispetto alle edizioni precedenti, dove i premi erano soggetti a una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, solitamente fissata al 20% per quanto concerne le manifestazioni sportive, come stabilito dall’articolo 30 del Dpr 600 del 1973.
La norma specifica straordinaria applicata per i Giochi Olimpici di casa consentirà quindi agli atleti di incassare il premio lordo stabilito dal CONI e
dal CIP. Un sistema, questo, di incentivare ulteriormente gli azzurri a ben figurare, e che a quanto pare ha reso in modo evidente, portando l'Italia a superare il record di ori e medaglie complessive di Lillehammer 1994.