Quando ormai mancano poche ore all’avvio dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, ci si domanda qual è la cifra economica che gli atleti vincitori di medaglia guadagnino dalle loro imprese.
Il valore delle medaglie
Nel dettaglio, ci sono ovviamente valori diversi in base al metallo conquistato ma è bene fare una precisazione: sono i singoli Paesi a erogare le somme agli atleti, chi arriva al primo, secondo o terzo posto non guadagna nulla, in termici economici, dal Cio (Comitato Olimpico Internazionale). Questo significa che il valore di ogni medaglia va al di là del mero significato economico. Nel dettaglio, poi, c’è da dire che oro, argento e bronzo hanno un significato simbolico visto che la quantità di oro, ad esempio, è davvero minima. La medaglia dal metallo più prezioso, quindi, rimane esclusivamente un pezzo da collezione e ricordo.
Cosa succede in Italia
A pagare gli atleti per le loro imprese, come detto, ci pensano le singole nazioni. L’Italia è certamente tra quelli “più generosi” visto che per l’oro si guadagnano circa 180 mila euro lordi, per l’argento 90 mila euro lordi e per il bronzo 60 mila euro lordi. Non solo: quando si tratta (molto spesso) di sport di squadra, la cifra non è cumulativa ma ogni singolo atleta percepisce la somma corrispondente al valore della medaglia.
Cosa succede negli altri Paesi
E altrove? Come anticipato, ogni Stato si regola diversamente ma le cifre sono quasi sempre più basse che nel nostro Paese. Gli Usa, ad esempio, premiano gli atleti dell’oro con una cifra di poco maggiore a 35 mila dollari, in pratica quasi la metà di quanto si guadagna in Italia con il bronzo. Stesso discorso anche per gran parte dei Paesi Europei ma anche per Australia e Canada.
All’opposto, invece, due Stati asiatici molto “generosi” con chi tiene alto il prestigio della bandiera: è il caso di Hong Kong e Singapore con le medaglie d’oro che superano, anche di tanto, la cifra di 500 mila euro.