Anche se ha vinto il ricorso dopo la sospensione per doping venendo riammessa, si conclude senza gareggiare l’esperienza della biatleta Rebecca Passler ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. L’azzurra di 24 anni nata a Brunico, infatti, non è stata convocata.
Quali sono i motivi
Il quartetto azzurro che prenderà parte alla staffetta 4x6 km femminile di biathlon sarà dunque composto da Partrià Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer e Michela Carrara, mentre la neo-campionessa dell'inseguimento, Lisa Vittozzi, chiuderà la staffetta. Non c’è nessun motivo che rimandi al doping per il quale è stata certificata la sua totale estraneità e la contaminazione non volontaria con un cucchiaio di nutella.
Un’Olimpiade sfortunata
Semplicemente, la Passler non si è potuta allenare come si dovrebbe alle Olimpiadi per lo stop forzato di dieci giorni perdendo inevitabilmente la corretta condizione fisica. Nessun allenamento possibile nemmeno al poligono. L’azzurra, tra l’altro, non farà parte nemmeno della mass start, competizione in cui i migliori atleti partono simultaneamente dallo stesso punto. Rebecca Passler, non facendo parte delle prime 15 migliori della Coppa del Mondo, non avendo gareggiato in alcuna competizione è uscita fuori anche dalla top 30.
Le parole del ct
“Rebecca non si è potuta allenare, quindi le sue condizioni vanno verificate”, aveva già dichiarato il ct Hoellirgl. In realtà, però, i motivi sarebbero anche “politici”: sebbene facesse parte delle riserve, la mancata partecipazione alle competizioni individuali avrebbe fatto propendere la Fisi (Federazione italiana sport invernali) a evitare di “infastidire” la Federazione Internazionale dopo tutta la vicenda.
Dunque, per Passler l’unica consolazione del risarcimento “morale”, ovvero di un’atleta pulita che non ha fatto uso di sostanze proibite ma il suo sogno di gareggiare e vincere una medaglia, però, dovrà essere rinviato di quattro anni.