"O in poche settimane si stabilizza lo Stretto di Hormuz, oppure entro settembre i prezzi delle bollette saranno insostenibili per le nostre industrie". A lanciare l'allarme durante il convegno "Geopolitica e terre rare" organizzato ad Assolombarda, è il presidente Alvise Biffi secondo il quale c'è "un'emergenza e alcune azioni devono venire messe in atto subito". Aggiungendo che alcuni interventi possono essere ricondotti anche all'interno del recente decreto Energia, per cui propone di puntare tra l'altro sui Power purchase agreement (Ppa), gli "accordi diretti con i produttori di energie per le rinnovabili che definiscono il prezzo one to one stabile, a prescindere dalle dinamiche internazionali". Perché, ha aggiunto, "gran parte del nostro tessuto produttivo è composto da piccole e medie imprese che non hanno la forza per questi accordi, ma Sace può garantire simili intese ed è un fatto positivo che si sia resa disponibile". Il problema è che "in Italia soffriamo soprattutto la burocrazia dei processi autorizzativi per la produzione di rinnovabili: si arriva anche a oltre 10 anni per un singolo progetto: un tema tutto italiano e ci aspettiamo che per affrontare questa emergenza si avviino azioni concrete". Anche perché la Cina ha raggiunto "il 60 per cento dell'estrazione mondiale di terre rare e l'80 della loro raffinazione". E con le attuali tensioni e conflitti mondiali "nei prossimi anni la pressione di pochi fornitori sul sistema produttivo non è destinata a ridursi, ma ad aumentare: le questioni geopolitiche sulle materie prime fino pochi anni fa erano tema da addetti ai lavori, oggi è diventato uno dei nodi più importanti della competizione economica e della strategia internazionale". Anche perché l'Italia ha soprattutto un'industria trasformativa e l'approvvigionamento delle materie prime è essenziale per la manifattura.
"Anche tutte le nuove tecnologie che accelerano il modello di fare industria - spiega Biffi - hanno bisogno di queste materie prime. Difesa e aerospazio dipendono da materie come litio, cobalto, nichel, titanio, grafite che non sono distribuite in modo uniforme. Tutto ciò introduce una nuova azione geopolitica, essenziale per i nostri imprenditori".