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Amendola: "Ho ricostruito la mia famiglia sgangherata"

Al via da lunedì su Canale 5 la settima, attesissima stagione: "Il ritorno" della serie ambientata a Roma

Amendola: "Ho ricostruito la mia famiglia sgangherata"
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La sigla è identica. Saltando su un tappeto elastico i protagonisti appaiono e scompaiono dallo schermo, scatenati e felici. E ad ogni apparizione, come con gli olè delle corride, fan e appassionati accorsi ieri a stipare il teatro della Garbatella, dove la serie veniva presentata, gridavano il loro delirante entusiasmo. Mentre per tutti - Claudio Amendola che l'ha voluta strenuamente, la dirigenza Mediaset che ci punta moltissimo, patiti agée che la rimpiangono, nuovi supporter che l'hanno scoperta sulle piattaforme - la domanda è la stessa. A dodici anni dalla sesta e ultima stagione riuscirà I Cesaroni Il ritorno (dal 13 aprile su Canale 5) a rinverdire gli spensierati fasti di una delle serie pop più amate dei primi 2000?

"La certezza che i Cesaroni dovessero tornare - racconta un Amendola emozionato - l'ho avuta quando, dopo che per anni la gente per strada m'implorava Perché non li rifate?, il mio aiuto regista Alessandro Vanza ha scoperto, appesa all'albero di Natale della stazione Termini di Roma, la letterina di un bambino di 10 anni: Caro Babbo Natale - diceva - portami la settima serie dei Cesaroni!".

Ci sono voluti parecchi anni, varie riscritture (provocate anche dalla scomparsa di Antonello Fassari), "ma alla fine - si commuove Amendola - siamo riusciti a ricostituire questa famiglia allargata e sgangherata". Anche se, come tutte le operazioni nostalgia, pure questa nasconde delle insidie. Mentre i reduci di allora saltavano sul tappeto elastico, in sala alcuni spettatori si chiedevano sgomenti: "E quello lì chi è? Quant'è invecchiato!". E non si tratta solo di rughe: è che in dodici anni la televisione, il mondo sono cambiati.

Saprà ancora la semplicità ruspante della bottiglieria romanesca della Garbatella (che nella realtà è un bar e che presto - profeticamente - si trasformerà in un ristorante) a intercettare e tradurre la voglia di semplicità del comune telespettatore? "È vero: la società è molto cambiata - ammette Amendola - E Roma pure. Però proprio per rispettare le aspettative del pubblico i Cesaroni dovevano rimanere simili a loro stessi. Sia pure in un contesto un po' cambiato. Così abbiamo mantenuto il loro modo di affrontare la vita. Ma anche raccontato la vita che cambia". E manco a farlo apposta anche nella serie il protagonista Giulio sarà spinto dalla new entry Lucia Ocone a trasformare la bottiglieria in un ristorante, per salvarla dalla crisi. Esattamente come sta accadendo nella realtà.

Accanto ad alcuni reduci di allora, Matteo Branciamore, Federico Russo, Elda Alvigini, Nicolò Centioni e Maurizio Mattioli, ad alcuni nuovi personaggi - affidati a

Ricky Memphis, Andrea Arru e Chiara Mastalli - nonché ai cameo di Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi (che interpreteranno sé stessi), è affidato infine il compito di soddisfare la nostalgia. Senza che si trasformi in rimpianto.

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