"Je suis Charlie Hebdo? Non plus. Oggi nessuno più è Charlie Hebdo. Dopo la strage lo erano tutti, ma era gratis, i morti c'erano già stati. Erano i giorni dei contorcimenti introspettivi su di noi, sulla nostra società, sulle fratture in seno ad essa, sull'emergenza democratica e sul fascino delle democrature.
I giorni belli, insomma, quelli che tanto piacciono alle anime belle e che sarebbero tornati poi col Bataclan e dopo ogni piccolo grande attentato. Sì perché quando si tratta di terrorismo noi mica parliamo di ordine pubblico, di andarli a prendere e farli a pezzi. No, noi scriviamo la storia, capiamo le cause, guardiamo il quadro completo, abbiamo una visione dall'alto. Per fortuna che la Mafia e le Br erano fenomeni interni. Fossero stati espressione di Stati esteri e religioni diverse, li avremmo trattati col fioretto e starebbero ancora a sparare e mettere bombe.
Pertanto, questa "non è la nostra guerra". No, noi siamo in pace coi terroristi islamici, coi gruppi politici che li esprimono, tipo Hezbollah e Hamas, e con gli Stati che li finanziano, vedi Iran.
Davvero "non è la nostra guerra"? Per un secondo, togliamo Trump dall'equazione, visto che si lamenta della scarsa cooperazione dei suoi alleati, quelli che ha preso a calci coi dazi, e pure Netanyahu.
Cosa rimane? Uno Stato che attacca le navi civili se gli passano vicino; che ha finanziato per decenni il terrorismo nelle nostre città; che in pochi giorni ha massacrato, non che siano affari nostri, tanti civili quasi quanti ne sono morti a Gaza, quelli sì erano affari nostri, usati come scudi umani dai suoi sodali di Hamas; che lancia missili sui Paesi vicini e sulle nostre postazioni. Sia chiaro, non sono certo atti di guerra, ovvio, altrimenti saremmo in guerra. Allora cosa sono?
In conclusione, non si tratta di aiutare o no l'America, che sta ancora fuori dall'equazione. No, la domanda è: cosa aspettiamo noi europei a scatenare l'inferno su chi ci massacra nelle strade da anni?
A regolare una volta e per sempre questi attacchi, come abbiamo fatto e facciamo con la criminalità organizzata?
L'alleato americano o presunto tale ci pungola a spendere di più per la difesa per venderci le armi, d'accordo. Ma se poi lo facciamo sarà mica per la festa del 2 giugno, vero?
Magari per far sentire, non capire, sentire, a chi la guerra non l'ha ripudiata come noi, che non gli conviene darci disturbo. Giriamoci pure e sempre dall'altra parte. Ma al prossimo Charlie Hebdo, per favore, silenzio!