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Ancelotti: «L’Inter migliore aveva in panchina Cuper»

«Vieri sarà protagonista. Basta paure sulle punizioni. Punto tutto su Kakà: in casa è micidiale. A San Siro prendiamo meno gol perchè ci attaccano di meno»

Franco Ordine

nostro inviato a Milanello

Caro Ancelotti, che effetto le fa essere diventato l’uomo più abbracciato di Milano?

«Due sensazioni: una piacevole, l’altra sgradevole. Piacevole per il bel clima che ha sviluppato nel Milan la qualificazione raggiunta, sgradevole perché qualcuno ha speculato sulle parole di Kakà e i miei giocatori hanno dato peso eccessivo alle chiacchiere dei giornali».

Cosa c’era dietro quell’abbraccio di Galliani, allora?

«Un rapporto molto, molto solido dal punto di vista personale e con tutta la società, oltre che con l’ambiente intero. Io non ho avvertito rischi sulla mia panchina e nel caso peggiore certo, non me ne sarei andato, non è nel mio stile lasciare a metà il lavoro».

Lo sa che dietro l’abbraccio dei giocatori c’è anche una spiegazione maliziosa: hanno paura che possa arrivare un tecnico più severo...

«Non fidatevi mai delle apparenze».

E adesso il derby numero 262 può diventare un altro bivio della stagione?

«Ho capito, lo dico io stavolta e ci togliamo il pensiero. È un bivio, rischio grosso: contenti? La verità invece è che una sfida che vale molto, può anche fare il gioco della Juve. Perciò bisogna viverlo e giocarlo senza calcoli, puntando sullo spettacolo».

Che Inter avrà di fronte questa volta?

«La stessa, punto più o meno, affrontata in Champions league, qualche mese fa: squadra solida dietro, che sta ritrovando Adriano. Speriamo di procurar loro le difficoltà del passato. In coppa vincemmo 2 a 0 con due gol da calci piazzati: non sarebbe male ripetersi».

Cambia qualcosa se Mancini gioca con una punta e tre mezze punte, o con due punte?

«Cambia, altro che se cambia».

Maldini ha recuperato?

«Maldini, Costacurta, Cafu e Ambrosini sono fuorigioco per motivi fisici».

Ci sarà spazio e gloria per Vieri?

«Il passato è passato: Vieri sarà protagonista nel Milan di quest’anno. Anche nel derby».

Come spiega il rendimento abissale tra Milan in casa e Milan formato esterno?

«Semplice: a San Siro non ci attaccano come fuori casa».

Anche Kakà è molto diverso se gioca a San Siro oppure no...

«Davanti al suo pubblico ha sicurezza e convinzione, ha 23 anni, si può capire. Fuori casa, poi, il Milan è meno offensivo».

Sui calci di punizione adesso difendete con la mista: è l’ultima prova?

«Ho detto ai miei: prendiamo gol con tutti i metodi. La soluzione è affrontare con serenità e attenzione i calci piazzati. Lo Schalke 04, a Istanbul, prese 3 gol così».

Col pallone della Nike, cambia qualcosa per le punizioni di Pirlo?

«Cambia di sicuro».

Qual è stata l’Inter più competitiva affrontata in questi anni?

«L’Inter di Hector Cuper, solida e continua. Questa di Mancini ha più qualità e dispone del miglior centrocampista al mondo, Veron».

Adriano contro Shevchenko: chi risulterà decisivo?

«Spero continui la bella tradizione di Sheva, bomber scelto del derby: 13 gol in 17 partite».

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