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Anche Leonardo nella rosa

L’era Dunga finisce fra le lacrime, torna a casa con gli occhi lucidi una squadra partita per il Sudafrica convinta di avere il sesto titolo mondiale praticamente in tasca. Tutta le delegazione sudamericana, dal ct Carlos Dunga a tutti i giocatori, venerdì sera dopo il ritorno a Port Elizabeth, ha cenato «in assoluto silenzio nel ristorante», in una notte triste che si è chiusa con un emozionato abbraccio collettivo. «Nessuno ha detto una sola parola durante tutta la cena», ha spiegato un componente della commissione tecnica. Il silenzio è stato interrotto solo dal portiere Julio Cèsar, incaricato dai suoi compagni di fare un discorso di ringraziamento e di gratitudine nei confronti di Dunga: «Sei riuscito a creare un gruppo di amici, di fratelli. Avremmo voluto molto conquistare il sesto titolo e dedicartelo».
Ora la corsa alla panchina gialloverde è aperta: Scolari sarebbe in pole-position ma si è appena accordato con il Palmeiras e non può liberarsi. Leonardo piace a molti, ma potrebbe scegliere un incarico nel comitato organizzatore del Mondiale 2014. Rimane disponibile Mano Menezes, tecnico del Corinthians e uomo di fiducia del capo-delegazione Andres Sanchez, che è anche presidente della squadra paulista e soprattutto personaggio molto vicino all’onnipotente presidente federale Ricardo Teixeira.
Chiunque sarà il nuovo tecnico, dovrà ricominciare dai due baby-fenomeni del Santos, Paulo Henrique Ganso (20 anni) e Neymar (18), e difficilmente potrà contare ancora su Kakà: «Il mio futuro in Nazionale? Non so...

veramente non so cosa succederà da qui in avanti. È il momento più difficile della mia carriera in nazionale. Non posso pensare adesso al prossimo Mondiale, perché è ancora troppo lontano: voglio riflettere a lungo sulla mia vita e sulla mia carriera».

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