«Annozero» salva la libertà di stampa con la D’Addario

E a lei, caro dottor Granzotto, che è un cultore della materia, che effetto ha fatto il ritorno di Michele Santoro in video?
Giuseppina Moresco e-mail

Bé, vede, non ho avuto proprio il tempo di vedermelo, Annozero. Gli è che giovedì sera ero impegnato a discutere con degli amici bons vivants di cose troppo importanti (se, sulla pasta e fagioli, ci vada o meno la spolverata di parmigiano. Per me non ci va, ma la questione resta aperta) per mollare la cosa a mezzo in favore di quella nullità (fatte le debite proporzioni, ovvio) di Santoro. Però a tutto c’è rimedio e il mio, di rimedio, si chiama Curzio Maltese. Come sanno i lettori, quando voglio «fare chiarezza», quando m’interessa sapere cosa mai ribolle nella pancia dell’Italia sinceramente democratica, alé, m’affido alla sapienza di Curzio Maltese, traendone sempre grande giovamento e altrettanto diletto. E in tal modo ho proceduto per farmi una idea di cosa sia stato, cosa abbia rappresentato il sofferto ritorno di Santoro in tivvù. Cose grosse, gentile lettrice. Grossissime. Sappia che in un sol colpo Annozero ha chiuso «sul nascere il dibattito sulla libertà d’informazione in Italia», e mi dica lei se questi sono bruscolini. Non basta: Annozero ha altresì sollevato il velo su un’Italia «di veri parassiti criminali». Di più, molto di più perché sa cosa ti è andata a combinare, la trasmissione di Santoro? Non ci crederà, ma «ha aperto una breccia (e dicesi una breccia, come quella di Porta Pia) in un muro di omertà inconcepibile in una democrazia». Tanto che, ne conclude il lucido, tagliente Maltese (ma ora lei non si pieghi in due dalle risate, gentile lettrice, resti seria) tanto che, dicevo: «se la Rai fosse un’azienda appena decente, i dirigenti dovrebbero complimentarsi con Santoro, firmare subito i contratti (eh, eh, il soldo è il soldo!) in sospeso» e ringraziare Annozero che dà «ancora un senso all’espressione “servizio pubblico”».
Ma qual è lo strumento dialettico, qual è il piede di porco col quale Santoro ha scardinato (sul nascere) il dibattito sulla libertà di informazione così rendendo finalmente libera l’Italia? Il piccone col quale, tòcchete e tòcchete, ha aperto la storica breccia? Le carte messe in tavola e che meriterebbero il plauso e i conquibus della Rai? La D’Addario. In carne e ossa. Che racconta delle sue marchette, del come, del quando e, sopra tutto, del quanto. Che dilettò gli annozeristi intrattenendoli sul suo mestiere, antico come il mondo, di escort. Una D’Addario che metaforicamente e a giudizio di Maltese, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa facendosi testimone «non di gossip», ci mancherebbe, o «di buchi della serratura», bensì della «tragedia politica» del Belpaese. Sa cosa ne ho concluso, gentile lettrice, terminata le lettura della lectio magistralis di Maltese? Che è tutta colpa della Merlin.

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