Apre il primo Apple Store Migliaia di fan in coda: «Per noi è come una fede»

Paolo di Riva del Garda è qui dalle 11 e 30 di venerdì mattina. Rocco di Torino è arrivato qualche ora più tardi. Tutti e due hanno piantato la tenda davanti al centro commerciale «Il Carosello» e hanno atteso un intero giorno pur di essere i primi tra migliaia di «adepti». Fino a quando non arriva il loro momento: l’ingresso nel «tempio», tra cori da stadio, è trionfale.
Paolo e Rocco non sono altro che i primi due visitatori del nuovissimo Apple Store di Carugate. Il secondo spazio ufficiale in Italia (l’altro è a Roma) dell’azienda di Cupertino (Silicon Valley, California), il primo qui al Nord. Tutto questo clamore per l’inaugurazione di un negozio di computer e telefonini? Sì. «Chi non va matto per la mela color arcobaleno non può capire», ripetono i proseliti della chiesa profana fondata da Steve Jobs. Già perché quella per la casa madre di Mac e I-Phone non è una passione e nemmeno una mania. È vera e propria fede, con tanto di riti e santini (Jobs è venerato come un semidio). E la tecnologia è la nuova religione pagana del Duemila.
L’apertura è fissata per le 10, ma già alle 9 ci sono centinaia di persone in fila. Più tardi la coda diventerà così lunga da finire nel parcheggio. Migliaia e migliaia di fan. Tanto che per l’occasione il centro commerciale si è dotato di buttafuori in stile discoteca per evitare la rissa. E non immaginatevi solo giovanissimi teenager impazziti per i cellulari o nerd brufolosi con occhiali dalle lenti spesse quanto quelle di un cannocchiale. Ci sono anche mamme, trentenni in carriera, perfino degli anziani. Il negozio è davvero fornito, il personale gentile e per i primi mille clienti c’è in regalo una maglietta celebrativa dell’evento. Basta per spiegare questo afflusso da concerto? Certamente no. Anche perché tra le opzioni previste dalla Apple c’è quella di poter comodamente prenotare un incontro personalizzato direttamente in negozio nei prossimi giorni. Ma l’inaugurazione è l’inaugurazione. È di precetto, un po’ come la messa di Natale. Scoccano le 10, lo store apre i battenti. Dipendenti con magliette colorate (i concierge in arancione, gli specialisti in azzurro, i geni dell’assistenza in blu) e fan si lanciano in un ola da far invidia a San Siro in una serata di Champions. Paolo e Rocco entrano osannati dalla folla. Che eroi.