«Archigiovani» disegnano il futuro

I n tempi di archistar e grattacieli avveniristici targati Expo, il rischio è di disperdere le vere risorse del futuro: i giovani progettisti italiani. Designer e architetti emergenti che anche qui a Milano faticano a trovare un proprio spazio, ma che spesso, una volta all'estero, raccolgono successo e riconoscimenti. E se è indubbio che l'Italia investe poco nella creatività locale, è anche vero che trovare un architetto italiano sui trent'anni è come cercare un ago in un pagliaio. L'accesso alla professione è un percorso talmente lungo e tortuoso, che persino nella provincia di Milano, da sempre all'avanguardia nel panorama nazionale, i progettisti under 35 rappresentano appena il 16% degli iscritti all'albo. Un segnale positivo arriva però dalle imprese e dalle organizzazioni di settore, che stanno avviando progetti e percorsi di lavoro nuovi per stimolare la creatività dei giovani professionisti. L'ultimo nato è il concorso internazionale «AAA architetticercasi», organizzato per il secondo anno da Confcooperative-Federabitazione Lombardia, LegaCoop abitanti Lombardia ed EuroMilano - con il patrocinio dell'assessore allo Sviluppo del territorio del Comune di Milano Carlo Masseroli - per rispondere al bisogno casa con idee fresche e originali. Il concorso, che ha aperto le iscrizioni venerdì scorso (info:http://aaa.architetticercasi.eu), si rivolge ai professionisti under 35, chiamati a realizzare il proprio contributo creativo su un tema attuale come l'housing sociale. L'oggetto del bando è la progettazione preliminare di un complesso residenziale cooperativo, convenzionato e agevolato, per l'area di Cascina Merlata, un quartiere di oltre 520 mila mq in prossimità di Rho-Pero, strategico per lo sviluppo della città anche in vista dell'Expo. Euromilano affiderà al vincitore anche la progettazione definitiva, «nella convinzione che le nuove leve possano contribuire in maniera decisiva a produrre housing di qualità» sottolinea Alessandro Pasquarelli, a.d. EuroMilano, una realtà in prima linea sul fronte dell'housing sociale, che ha stimato per i prossimi anni di realizzare circa 2.500 alloggi tra Cascina Merlata e Nuova Bovisa. Quanto al concorso, i progetti saranno valutati da una commissione d'eccezione, che comprende Ennio Brion, presidente di giuria, Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative-Federabitazione Lombardia, Luciano Caffini, presidente di LegaCoop Abitanti Lombardia, l'architetto Matteo Citterio, Giampiero Sanguigni (DEMOarchitects), Floriana Marotta (MAB arquitecura) e un giurato internazionale. «L'Italia - spiegano i promotori - ha bisogno di liberare energie creative e sperimentali. La prima sfida che ci siamo posti è di intercettare queste risorse in un confronto competitivo, per portare nuova linfa vitale all'edilizia del futuro. La seconda è far conoscere ai giovani lo straordinario strumento cooperativo e sociale, e rilanciarlo come progetto urbano di valore». Ma quali sono le nuove frontiere dell'edilizia? Le parole chiave sono: sicurezza, comfort, qualità ambientale, ecosostenibilità, alta tecnologia, efficienza energetica. In una parola: benessere. In questa direzione va il nuovo modello di edilizia residenziale che sarà presentato oggi ai Giardini Indro Montanelli (dove sarà visitabile fino al 4 luglio) da Fumagalli Edilizia, GranitiFiandre e Iris Ceramica, con il patrocinio del Comune-Assessorato alla Salute. Un modulo abitativo di 80 mq, progettato dallo Studio Paolo Bodega Architettura e chiamato appunto «Casa del Ben-essere» (www.lacasadelben-essere.it) che in sintesi prevede: un sistema domotico di ultima generazione per l'automazione della casa (ideale, tra l'altro, per persone differentemente abili); un sofisticato impianto di riscaldamento con sistemi radianti a pavimento e a soffitto (compreso un impianto solare termico per l'acqua sanitaria); fonti rinnovabili di tipo eolico e fotovoltaico per la produzione di energia; un involucro ad alta inerzia con pareti, coperture, doppi vetri che garantiscono un corretto isolamento termico-acustico. Senza contare l'originalità degli arredi, realizzati con materiali ecologici e ignifughi (tra cui un'ampia serra-giardino e una doccia aromo-cromoterpica) e un particolare rivestimento di pareti esterne e pavimenti (Active) che contribuisce a depurare l'aria dall'inquinamento e dai batteri. L'intento, spiegano i produttori, «è dare una risposta concreta e innovativa alle esigenze dell'abitare contemporaneo, in termini di salute e di corretti stili di vita».

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