ARCIPELAGO DELLE AZZORRE

Nove perle per sette colori conficcate nell'Oceano Atlantico. Nove isole dalle tonalità accese che, insieme, formano l'Arcipelago delle Azzorre: il nero della pietra lavica per Corvo e Pico, il rosa delle fioriture per Flores, il blu delle ortensie per Faial, il bianco dei mulini per Graciosa, il marrone della costa per Sao Jorge, il verde della vegetazione per Terceira e Sao Miguel, il giallo della luce per Santa Maria. A metà strada tra l'America e l'Europa, le Azzorre furono scoperte nel XV secolo dai navigatori portoghesi e ancora oggi appartengono al Portogallo. Le isole hanno, ognuna, un carattere differente, anche se nate tutte dai capricci rabbiosi di vulcani in eruzione. Collegate tra loro con voli interni, offrono mare, vela, surf, parapendio, avvistamento di cetacei, trekking, escursioni in bici, itinerari naturalistici, terme, golf, arte... Scoprire le isole è facile. Il tour operator che da quasi vent'anni propone tour guidati o circuiti individuali su misura è King Holidays (www.kingholidays.it , tel. 06.36210300).
L'isola di Faial conserva il suo passato marinaresco, da quando il porto di Horta era scalo dei grandi velieri tra Nuovo e Vecchio Continente. Il Cafè Peter dal 1918 accoglie le chiacchiere dei naviganti. Al piano superiore, il museo di Scrimshaw, incisioni su denti di cetacei. I marciapiedi, qui come altrove, sono in pietre bianche e nere con motivi geometrici e figurativi sempre diversi. Le case candide, basse, con profili scuri in basalto o allegri colori, esibiscono balconi in ferro battuto. Per emozioni forti, ecco il paesaggio lunare del vulcano Capelinhos, a picco sul mare. Tra lave rosse e nere, si cammina poi sull'orlo della Caldeira Grande, 2 km di circonferenza.
Pico si identifica nel vulcano omonimo di 2351 m, da scalare per godere di un panorama stupefacente. La strada costiera si snoda tra pietre laviche e macchie blu di ortensie. A Calheta de Nesquim da visitare la Casa dos botes con tre autentiche lance baleniere. A Porto do Calhau si produce il verdelho, vino bianco da vigne protette con muretti in basalto. Emozionante l'avvistamento, da maggio a settembre, di balene, circa 14 specie, e delfini, a bordo di gommoni (HortaCetàceos, 00351.965251322 o CWAzores, 00351.292622622).
L'isola Terceira unisce al patrimonio architettonico della città di Angra do Heroismo un paesaggio smeraldo di prati e blu di piscine naturali, là dove l'oceano entra tra le rocce laviche della costa come a Ponta dos Biscoitos. Pareti a picco e mucche al pascolo dipingono un quadro bucolico a Ponta da Furna. Si pratica ogni sport legato al mare. L'interno è paradiso per golfisti ed escursionisti. Per tutti la grotta di Algar do Carvao, dove la lava ha disegnato stalattiti trasparenti come meduse. Solo a Terceira si vedono gli imperios, cappelle religiose dai colori sfrontati. Ad Angra si passeggia a naso in su per non perdere le case rinascimentali e i monumenti in tinte pastello.
L'isola maggiore è Sao Miguel. Si scopre la piantagione Arruda di ananas e l'unica coltivazione europea di tè con la fabbrica ottocentesca. A ovest i laghi vulcanici Azul e Verde creano un paesaggio alpino. A 5 minuti, la punta dos Mosteiros, scogli emergenti come monaci incappucciati. Il faro di Ferraria, alto 18 metri e inaugurato nel 1901, è affascinante. A Caldeira Velha, felci giganti e rane in concerto, si assiste allo spettacolo della terra che fuma e dell'acqua che sobbolle. É un anticipo di quanto propone Furnas, un luogo vulcanico trino. C'è il lago dalle cui rive escono soffioni di vapore: 70 buche naturali dove la gente cuoce carni e pesce in pentoloni calati con funi. Al ristorante Terra Nostra si può apprezzarne il risultato. Il giardino botanico omonimo regala migliaia di specie rare, un eden nell'Atlantico. Da ultimo, ecco le acque curative sulfuree e ferrose a 37° C che si incanalano in ruscelli, sgorgano da rocce, escono da fontanelle. Grande varietà di paesaggi litoranei, dalle spiagge dorate alle coste a strapiombo. Ponta Delgada è la città con alcune delle più significative testimonianze artistiche come la chiesa di Sao Sebastiao. Cena da Alcides con zuppe di terra e di mare. Fuori, il fermento del porto e l'accoglienza sempre amichevole degli isolani. (Per informazioni: www.visitportugal.com o Ufficio turistico del Portogallo, c.so Italia 49, Milano, tel. 848.391818, info@visitportugal.com).

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