Aria di anni Ottanta con la dance di Gazebo

C’è una canzone che canticchiate da più di 25 anni. Non si dimentica. Uno dei vostri neuroni ha l’incarico di conservarla scrupolosamente. Un tempo si sarebbe definita «evergreen». È nata negli anni ruggenti della dance italiana (o «italo disco», come viene definita all’estero), quando un gruppo di cantanti dai nomi d’arte più o meno credibili spopolava in tutta Europa. S’intitola I like Chopin e la cantava Gazebo, al secolo Paul Mazzolini. Da allora a oggi, Gazebo non ha mai smesso di scrivere, cantare e produrre musica, piazzando altri successi in classifica e arrivando a vendere più di dieci milioni di dischi in tutto il mondo. Forse ricorderete Masterpiece, oppure la celeberrima Dolce vita, affidata alla voce di Fabio «Ryan Paris» Roscioli. Tutti brani realizzati con l’importante contributo di Pierluigi Giombini, autore delle musiche. Gazebo ha continuato a esibirsi in tutta Europa e stasera torna al Piper, per presentare il nuovo album The syndrone, pubblicato in Italia lo scorso anno e da pochi mesi distribuito in vari stati europei. Il disco è stato anticipato dal singolo Virtual love e preceduto di un anno dal successo di Tears for Galileo, brano programmato spesso su Radio2 da Fiorello e primo nella Eurodance Parade del 2007. La serata ospitata dallo storico club di via Tagliamento prevede anche un omaggio a Mike Francis, alfiere della dance italiana scomparso recentemente: con Gazebo salirà sul palco Belen Thomas, per cantare Survivor. Finito il concerto, prenderà il via una grande festa con i migliori dj della scena dance anni ’80: tra gli altri, saranno in consolle Gino «Woody» Bianchi, Stefano Di Nicola, Paul e Peter Micioni, Mario Politanò, Corrado Rizza e Marco Trani.

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