Arrivano i presidi-sceriffi: «Combatteremo il bullismo»

Basta guardare indietro per capire la necessità di aggiornare le proprie competenze. Dal prossimo anno scolastico i presidi saranno anche sceriffi. Basta guardare a quei tre casi - e parliamo solo di quelli milanesi - che hanno scosso il mondo dei dirigenti scolastici lombardi. Il primo: il 7 maggio scorso Fausto Caielli preside in un istituto di Quarto Oggiaro viene condannato a 5 anni e mezzo per omissione d’atti d’ufficio, per non aver denunciato in tempo e quindi impedito l’attività criminosa di un docente scolastico accusato di abusi sessuali su alunni della sua classe. Il secondo: la preside della scuola elementare di Basiglio (quella da cui partirono le denunce rivelatesi false che allontanarono dai genitori due fratellini con l’accusa di abusi sessuali) è stata rinviata a giudizio per un reato contrario un eccesso di solerzia, per aver sporto subito denuncia senza prima aver verificato i fatti. Il terzo: l’assoluzione in via definitiva del preside di Limbiate Bruno Dagnini reo, secondo le condanne precedenti, di non essere intervenuto per spaccio di droga nella sua scuola. Presidi nel mirino?
«È proprio quello che vogliamo evitare», dice Raffaele Ciuffreda, responsabile Dirigenti scolastici per la Cgil Lombardia quando annuncia che all'inizio del prossimo anno scolastico tutti i presidi verranno dotati di un vademecum «un libriccino che stiamo mettendo a punto con l’aiuto di avvocati penalisti e che conterrà linee guida alle quali attenersi in caso di reato penale commesso da studenti, genitori o docenti». I quesiti a cui risponderà riguarderanno, spiega Ciuffreda «i tempi per la denuncia, le modalità di accertamento per reati presunti che il dirigente è tenuto a svolgere, l’elenco dei reati per i quali è prevista l’immediata denuncia, a chi rivolgersi per avere supporti specifici».
Ma non solo. Prima di ricevere il vademecum i dirigenti scolastici potranno approfondire la tematica partecipando ad un seminario dove i docenti saranno tre pm, due giudici della procura di Milano e quattro avvocati penalisti del foro milanese. Un corso di aggiornamento al quale partecipa anche l’Andis, l’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici.
«La scuola non è il Bronx - tiene a precisare subito Loredana Leoni -, ma di fronte ai casi che si sono verificati sentiamo l’esigenza di approfondire l’argomento. Noi presidi-sceriffi? Dobbiamo evitare che le responsabilità penali di altri diventino nostre. Dobbiamo sapere come comportarci ed entro in quali termini. Le situazioni che si possono creare sono tante. Cosa deve fare un preside se due ragazzi si picchiano all’esterno della scuola? E se un genitore si rivolge a lui perché il figlio è minacciato da un compagno? O peggio ancora se un insegnante gli confida di un bambino che fa disegni particolari o equivoci? Nessun preside agisce con l’intento di coprire un reato, ma è chiaro che la buonafede non basta più, abbiamo bisogno di strumenti chiari e precisi».