Miart 2026, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano celebra la sua edizione numero 30 tra jazz, progetti speciali e dialogo con la città proponendo al mondo dei collezionisti internazionali e al pubblico di appassionati un’ edizione rinnovata che si "dilata" nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, affacciata su CityLife, riunendo dal 17 al 19 aprile 160 gallerie provenienti da 24 Paesi confermandosi così tra le principali fiere internazionali d'arte mentre il titolo "New Directions" ispirato a John Coltrane, guida un programma che propone sezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni proprio come una improvvisazione jazz che intreccia linguaggi, generazioni e prospettive, estendendo l'esperienza alla città rafforzando il ruolo di Milano nel panorama artistico globale. Coinvolgimento amplificato dalla Milano Art Week promossa dal comune in contemporanea con miart, con oltre 400 appuntamenti in programma.
Miart 2026 che è stata presentata nella spettacolare sede museale delle Gallerie d'Italia di banca Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione, da Giovanni Bozzetti presidente di Fondazione Fiera Milano, Michele Coppola executive director Arte, Cultura e Beni Storici, Intesa Sanpaolo e direttore generale Gallerie d'Italia, Cristiana Fiorini direttore generale Intesa Sanpaolo Private Banking, Nicola Ricciardi direttore artistico di miart e da Tommaso Sacchi assessore alla Cultura del Comune di Milano che sottolinea: "La decima edizione di Milano Art Week accompagna la trentesima edizione di miart che in questo anniversario si innovava profondamente, ma abbraccia anche l'arrivo di Paris Internationale, la piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015, che per la sua prima edizione fuori della Francia ha scelto Milano, confermando la centralità della nostra città sulla scena artistica europea e internazionale". Parlando della collocazione Nicola Ricciardi ha invece sottolineato: “Il nuovo padiglione ci permette di declinare la manifestazione non su un solo piano ma su tre livelli, abbiamo scelto di avere meno gallerie rispetto all'anno scorso perché abbiamo voluto focalizzarci più sulla qualità, quindi sui progetti curatoriali, sul costruire dei progetti che siano non solo estemporanei, ma che lasciano anche qualcosa sul territorio".
Nelle tre sezioni Emergent, Established e la nuova Established Anthology, le gallerie raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali "cuore" di una fiera che ha la più ampia estensione cronologica, una piattaforma unica con la capacità di accogliere e rappresentare una pluralità di voci che celebrano il passato guardando alla molteplicità del futuro.
Emergent, punto di partenza della fiera, offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma guarda alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per miart.
La sezione storica Established ospiterà 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.
Altra novità il debutto del progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento, nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.
Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.
Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere di trasformazione del gesto quotidiano.Tutte le informazioni su https://www.miart.it/