Nel luogo dove la memoria di Antonio Canova è più intensa e tangibile, il Museo Civico di Bassano del Grappa, ha preso forma un progetto che va oltre l’idea tradizionale di pubblicazione. Federico Motta Editore ha scelto di rendere omaggio al grande maestro del Neoclassicismo affidando il confronto a uno scultore contemporaneo capace di misurarsi con la storia senza timore reverenziale: Domenico Sepe.
È nato così “Omaggio a Canova – Il Maestro” attraverso lo sguardo di Domenico Sepe, un volume che non è semplice catalogo né esercizio celebrativo, ma un vero oggetto d’arte. Grande formato, materiali ricercati, impaginazione rigorosa e una cura quasi scultorea del dettaglio trasformano il libro in un’esperienza estetica completa. L’editore milanese conferma la propria vocazione a concepire l’editoria come spazio di durata, dove la forma è sostanza e il pensiero trova una veste degna della sua ambizione. Il cuore del progetto è lo sguardo di Sepe. Non solo autore delle opere – sculture, dipinti, elaborazioni grafiche – ma anche delle riflessioni che accompagnano il lettore, l’artista costruisce un dialogo serrato con Canova, interrogandone la modernità e la persistente vitalità. Le forme canoviane, filtrate attraverso una sensibilità contemporanea, si rivelano ancora capaci di generare senso, di parlare al presente, di farsi misura di una bellezza che non si consuma nel tempo ma si rigenera. Le fotografie, realizzate durante la mostra “Io Canova, genio europeo” e nell’atelier di Sepe, non si limitano a documentare. Restituiscono la fisicità delle opere, la tensione della luce sul marmo e sul bronzo, il silenzio operoso dello studio.
L’immagine diventa racconto, quasi un secondo livello di scultura che scolpisce lo spazio attraverso l’obiettivo. La presentazione del volume, preceduta da una visita alla collezione canoviana, si è trasformata in un momento di alta intensità culturale. Accanto ai protagonisti del progetto editoriale, Sepe ha offerto al pubblico una vera e propria lectio magistralis, attraversando il processo creativo che dalla creta conduce alla forma compiuta. Il bozzetto in argilla, definito come la “scintilla generatrice” dell’opera, è stato indicato come primo respiro della materia: un passaggio fragile e potentissimo in cui l’idea diventa corpo. Nel suo intervento, lo scultore ha evocato il ruolo dell’artista come colui che supera il limite umano attraverso la creazione, trasformando la materia in presenza viva. Un pensiero che trova eco nelle riflessioni critiche su Canova: lo scultore che rompe la rigidità del marmo, liberando una vibrazione nuova e modernissima, capace di attraversare i secoli. Non imitazione, dunque, ma confronto. Non citazione, ma tensione. Sepe si misura con Canova con rispetto e consapevolezza, restituendone un’immagine viva, non museale.
A suggellare questo ponte tra passato e presente, l’ingresso nella collezione del Museo Civico di Bassano del Grappa di un bassorilievo in bronzo di Sepe, scelto anche per la copertina del volume. Un gesto concreto che sancisce il dialogo tra tradizione e contemporaneità, tra memoria e nuova creazione. Con questo lavoro Federico Motta Editore riafferma la centralità del libro come spazio di pensiero e bellezza, mentre Domenico Sepe conferma la propria statura di interprete sensibile e autonomo.
Il suo confronto con Canova non è esercizio di stile né tributo formale, ma atto creativo pieno, in cui la materia torna a respirare e la bellezza dimostra, ancora una volta, di non appartenere a un’epoca ma all’eternità.