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Assolti i vigilantes di Sky. "Adempirono al dovere"

Scagionati con formula piena i due addetti alla security per la morte del 34enne Giovanni Sala

Assolti i vigilantes di Sky. "Adempirono al dovere"
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Due anni e mezzo di accuse e di processo, poi l'assoluzione con formula piena: per i due addetti alla sicurezza della sede di Sky a Rogoredo la lunga notte iniziata il 20 agosto 2023 finisce solo ieri mattina, quando la Corte d'assise di Milano pronuncia il verdetto per la morte di Giovanni Sala, trentaquattrenne con problemi di emarginazione e di droga. Quando i due vigilantes della portineria, davanti alla rutilante sede a Rogoredo del colosso televisivo, bloccarono a terra Sala stavano agendo, per i giudici, nell'adempimento del loro dovere e senza utilizzare mezzi esagerati e inammissibili. La morte di Sala per arresto cardiaco fu probabilmente la conseguenza dello stato di deperimento del giovane uomo, spesso frequentatore del "boschetto della droga" contiguo alla redazione di Sky. È una sentenza che sconfessa in pieno la ricostruzione della Procura della Repubblica, che fin dall'inizio aveva messo sotto accusa i due metronotte, e che nel corso del processo aveva anche aggravato l'accusa nei loro confronti, passando dall'omicidio colposo all'omicidio preterintenzionale. Conclusione del pm Alessandro Gobbis: una richiesta di sei anni di carcere a testa.

Ieri l'assoluzione scatena in aula la disperazione dei familiari di Sala, la madre grida "È vergognoso, mio figlio non c'è più, e questi due, delle bestie, sono liberi" e i legali della donna annunciano l'intenzione di ricorrere in appello, "è una sentenza assolutamente ingiusta". Probabile che a fare ricorso sia anche il pm Gobbis, che nella sua requisitoria aveva definito "violento e prevaricatorio" il comportamento dei due addetti alla security, "Sala non era un pericolo per nessuno, ha pagato con la vita il fatto di essere stato solo molesto e petulante".

Nei video proiettati in aula, si vede ripetutamente l'uomo cercare di entrare nella redazione, inutilmente respinto dai vigilantes. Tra i testimoni interrogati in aula c'è stato l'ex calciatore bianconero Giancarlo Marocchi, ora commentatore Sky, che la notte del 20 agosto uscendo dagli studios assistette alla scena: "Non ricordo una sola parola del ragazzo. Correva in tutte le direzioni, attraversava senza guardare, avevo paura che venisse investito. Era chiaramente alterato, non saprei dire per che motivo". Marocchi ha detto anche di avere osservato la reazione delle guardie, "Mi ricordo la lucidità e la tranquillità con cui sembravano gestire la situazione". Ma all'ennesimo tentativo di Sala, i due lo bloccano e lo mettono faccia a terra per lunghi minuti.

Nelle dichiarazioni spontanee davanti alla Corte, i vigilantes avevano rivendicato di avere agito "con professionalità e senza mai usare violenza", e di avere dovuto intervenire anche perché, dopo oltre un'ora dall'allarme lanciato al 112, non erano arrivati né polizia né carabinieri.

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