Atene incassa i primi aiuti ma l’euro sprofonda Ok a regole sugli hedge

La Grecia ha ricevuto la prima tranche degli aiuti finanziari europei, per 14 miliardi e mezzo di euro, che permetteranno al governo di affrontare senza patemi il rimborso di un maxi-bond da 8,5 miliardi fissato per oggi. I finanziamenti sono giunti come promesso - proprio ieri, giorno di un nuovo record negativo dell’euro a 1,2162 dollari - anche se l’Eurogruppo, nel corso di otto ore di riunione tra lunedì sera e ieri mattina, non ha ancora trovato un’intesa definitiva sul funzionamento del piano «salvaeuro», e in particolare come rendere operativo il fondo che dovrebbe raccogliere 440 miliardi di euro sui mercati, da prestare ai Paesi in difficoltà.
«Nulla di drammatico, si tratta di dettagli tecnici», ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Junker, aggiungendo che «l’euro è una moneta credibile». In realtà, c’è anche un nodo politico: la Germania e alcuni Paesi piccoli hanno chiesto un voto dei Parlamenti nazionali ogni volta che il meccanismo dovesse venire applicato, mentre la Francia e la Commissione Ue premono per un’applicazione più o meno automatica. Venerdì i ministri dell’Eurogruppo si riuniranno ancora, per decidere in proposito.
Qualcuno dei soci più piccoli del Club dell’euro non ha fatto in tempo a versare la propria quota di aiuti alla Grecia su un apposito conto corrente presso la Bce: il poco mancante è stato coperto dai Paesi più grandi, Italia compresa. In questi giorni molti Paesi europei, tra cui Irlanda e Spagna, hanno in programma aste di titoli pubblici per 25 miliardi di euro. Il rimborso del maxi-bond greco consente agli altri Paesi di affrontare le scadenze con un po’ di serenità in più. La richiesta è stata elevata per il miliardo e mezzo di titoli irlandesi e per i 5,2 miliardi olandesi. Il rendimento dei bond spagnoli è arrivato intorno al 4%. La Bce ha ritirato dai mercati liquidità per 16,5 miliardi, sterilizzando così gli acquisti di titoli pubblici effettuati la settimana scorsa.
L’esito della riunione dei ministri finanziari europei è stato valutato positivamente dai mercati azionari: tutti in rialzo gli indici, da Londra (+0,9%) a Francoforte (+1,48%), da Parigi (+2,11%) a Milano (+2,46%); bene anche Madrid, mentre ha chiuso in negativo la sola Borsa di Atene. L’euro è apparso in recupero fino a 1,24 dollari per poi precipitare, in serata, a 1,2162, minimo da quattro anni. Il governo tedesco ha annunciato il divieto di vendita allo scoperto dei titoli delle dieci principali istituzioni finanziarie del Paese. Mentre Bankitalia ha adottato un provvedimento che modifica il trattamento prudenziale dei titoli di Stato di paesi Ue detenuti dalle nostre banche.
I ventisette ministri finanziari hanno anche raggiunto ieri un’intesa di massima per regolamentare gli hedge fund, nonostante le resistenze del Regno Unito. L’Ecofin negozierà con il Parlamento europeo una direttiva per l’introduzione di regole armonizzate sugli hedge fund, sui fondi di private equity, i fondi immobiliari e quelli che investono in commodity. I fondi dovranno essere più trasparenti, rispettare le normative macroprudenziali nella gestione del rischio, sottostare a limitazioni sul leverage. I fondi dovranno essere autorizzati dallo Stato europeo in cui hanno base, per poi poter operare negli altri Paesi membri col «passaporto Ue».

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