Se ne va uno dei pochi attori hollywoodiani a sostenere i Repubblicani (da Reagan e Bush a Romney e a Trump) che un caso? è forse l'unico a non avere la voce "premi" su Wikipedia perché, odiato dalla critica, non ne ha mai vinto uno. Ma Chuck Norris, la star di Rombo di tuono o di Walker Texas Ranger scomparsa ieri a 86 anni appena compiuti, è qualcosa ancora di più, rappresenta proprio l'americano in purezza. Innanzitutto perché nelle vene di Carlos Ray, detto Chuck, scorreva sangue Cherokee per via dei nonni paterni insieme a quello irlandese della madre suggellando così la storia della "Terra delle Lacrime" Cherokee con quella della grande carestia irlandese di metà Ottocento, quando i primi hanno aiutato i secondi sbarcati in America.
Ma anche il contesto familiare racconta di quella America profonda a cui è sempre rimasto legato, al suo paese natale di Ryan in Oklahoma, alla sua umile famiglia, al padre alcolizzato che la abbandonerà, alla madre che cresce da sola i tre fratelli (Aaron, regista e produttore hollywoodiano, e Wieland morto in Vietnam nel 1970). E già questo potrebbe essere un film.
Ma la pellicola si riempie di fotogrammi che restituiscono anche l'essenza del sogno americano, il giovane Norris viene preso di mira dai compagni di scuola perché imbranato così decide di arruolarsi nell'Aeronautica che lo spedisce in Corea del Sud. È la sua fortuna, gli viene dato il soprannome Chuck, inizia a praticare le arti marziali e studia jujitsu insieme all'amico Bruce Lee. I due si ritroveranno a sfidarsi nel 1972 in L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente nell'epico finale all'interno del Colosseo, il più osannato combattimento dei "kung fu movies" di tutti i tempi, amato e citato da Tarantino. Congedatosi, fonda la sua personale arte marziale, il Chun Kuk Do, nelle cui scuole regna l'autodisciplina, il rispetto e la lealtà. È suo allievo il figlio di Steve McQueen che sarà fondamentale per incoraggiarlo a tentare la strada del cinema. Trova pure negli Ottanta il brodo di cultura politico giusto. Sono infatti gli anni di Reagan in cui, mutatis mutandis, c'è la crisi degli ostaggi americani a Teheran, Noriega viene deposto e i comunisti e gli islamici sono sempre i cattivi. Da questo mix nasce nel 1984 Rombo di tuono in cui Chuck Norris torna in Vietnam per liberare i compagni facendo fuori i nemici a uno a uno e dedica il film al fratello morto lì. È il suo più grande successo commerciale. L'anno seguente si trasforma in agente della Cia alle prese con un criminale sovietico in Invasion Usa mentre nel successivo Delta Force combatte i terroristi palestinesi durante un dirottamento aereo e, in Colombia Connection, i narcotrafficanti. Al cinema inizia a perdere colpi ma, come gli è già capitato, si rialza subito diventando universalmente noto nel ruolo di Cordell Walker, il ranger della serie tv Walker Texas Ranger del 1993 in cui c'è molto di lui le arti marziali! ma anche dell'America più profonda con il western e la cultura dei nativi americani.
Già dieci anni prima si era fatto le ossa come ranger solitario in Una magnum per McQuade mentre ora è il re assoluto dell'action movie, è il giustiziere perfetto che assesta colpi micidiali con una purezza e anche un'ingenuità disarmanti, è un amico sempre leale che combatte la violenza. Il mito della frontiera batte nel suo cuore e diventa concreto grazie ai suoi pugni.
Nonostante tutto questo negli anni Duemila non viene più praticamente chiamato al cinema (di rilievo solo i Mercenari 2 e, dodici anni dopo nel 2024, Agent Recon dove è il capo di una task force segreta), ma diventa virale attraverso i "Chuck Norris Facts", trasformandosi in un meme vivente prima dei meme con i fan che su Internet creano battute ironiche e affettuose su di lui: "Chuck Norris ha contato fino a infinito.
Due volte" oppure "Gesù cammina sulle acque, Chuck Norris nuota nella terra". Mentre purtroppo non era un meme la frase di Orban detta in terra statunitense agli elettori di Trump nel 2022: "Meno drag queen e più Chuck Norris".