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730, come cambiano detrazioni e controlli sulle spese per la salute

Tessera sanitaria sempre più centrale, meno documenti da conservare, ma verifiche fiscali più stringenti

730, come cambiano detrazioni e controlli sulle spese per la salute

Nel 2026 la gestione delle spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi diventa ancora più digitale e, per certi aspetti, più semplice. Il sistema legato alla tessera sanitaria si consolida infatti come perno della detrazione delle spese mediche, riducendo progressivamente la necessità di conservare scontrini e fatture. Parallelamente, però, cresce anche l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate sui dati dichiarati e sulla loro coerenza.

In altre parole, diminuisce la carta da archiviare, ma aumentano i controlli incrociati.

Il ruolo centrale della tessera sanitaria

La principale novità riguarda il progressivo superamento della conservazione “fisica” dei documenti per tutte le spese sanitarie già trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria. Il meccanismo, ormai consolidato e ulteriormente rafforzato dalle ultime disposizioni normative, consente ai contribuenti di accedere a un prospetto digitale riepilogativo con tutte le spese detraibili sostenute durante l’anno.

Le nuove regole derivano dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre scorso e si applicano alle spese sostenute nel 2025, con effetti concreti sulla dichiarazione dei redditi da presentare quest’anno.

Il prospetto può essere scaricato dall’area riservata del Sistema Tessera Sanitaria tramite Spid, Carta d’identità elettronica o Cns e utilizzato direttamente per la compilazione del modello 730, anche tramite Caf o professionisti abilitati. In molti casi sarà sufficiente fare riferimento a questo riepilogo digitale, accompagnandolo con una dichiarazione sostitutiva che ne confermi la correttezza.

Per una larga parte delle spese mediche, quindi, non sarà più necessario conservare singolarmente scontrini e fatture, almeno nei casi in cui i dati risultino già correttamente trasmessi al sistema.

Controlli più mirati sulle spese sanitarie

La vera svolta, tuttavia, riguarda il rafforzamento dei controlli fiscali. L’Agenzia delle Entrate potrà effettuare verifiche sempre più precise attraverso l’incrocio automatico tra i dati presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e quelli indicati dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.

Particolare attenzione sarà rivolta alle dichiarazioni precompilate modificate dal contribuente. Se una voce relativa alle spese mediche viene cambiata rispetto ai dati caricati automaticamente dall’Agenzia, quella modifica potrebbe diventare il punto di partenza per un controllo formale. Non significa che ogni variazione genererà automaticamente un accertamento, ma sicuramente aumenterà il livello di attenzione del Fisco su eventuali incongruenze.

Il funzionario dell’Agenzia, infatti, potrà verificare nel dettaglio il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico, i dati della struttura sanitaria o della farmacia che ha emesso il documento, la tipologia della prestazione e persino la modalità di pagamento utilizzata, distinguendo tra contanti e strumenti elettronici.

Come cambia la trasmissione dei dati

Il sistema si basa su un obbligo ormai consolidato: medici, farmacie, laboratori, strutture sanitarie pubbliche e private e altri operatori del settore devono trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria tutte le spese sostenute dai pazienti.

La novità introdotta dal decreto riguarda soprattutto la tempistica di queste comunicazioni. Si passa infatti dalla trasmissione mensile dei dati a un invio annuale, con scadenza fissata al 31 gennaio dell’anno successivo. Una semplificazione importante per gli operatori sanitari, che però non esime i contribuenti dai loro obblighi.

Una volta acquisiti dal sistema, infatti, i dati confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle Entrate. Ed è su questa base che vengono effettuati i controlli di coerenza.

Quando scontrini e fatture restano indispensabili

La digitalizzazione, però, non elimina completamente la necessità di conservare la documentazione. Restano infatti alcune situazioni in cui fatture, ricevute e scontrini parlanti continuano a essere indispensabili.

Succede, ad esempio, per le spese non trasmesse automaticamente al Sistema Tessera Sanitaria per le prestazioni effettuate all’estero, per alcuni acquisti effettuati al supermercato (nel reparto di articoli sanitari) oppure online, e servizi erogati da soggetti non convenzionati con il sistema. Lo stesso vale per la documentazione legata a particolari agevolazioni fiscali, come quelle riconosciute in presenza di disabilità o patologie specifiche.

In tutti questi casi, anche se la spesa è pienamente detraibile, il contribuente deve essere in grado, ad una verifica fiscale, di esibire un documento valido.

Il prospetto digitale non sempre è sufficiente

Il fatto che una spesa non compaia nel prospetto della tessera sanitaria non significa automaticamente che non sia detraibile.

Una spesa sanitaria legittima può comunque essere inserita nel modello 730 anche se assente dal sistema, purché il contribuente conservi la documentazione necessaria per dimostrarla. È qui che la semplificazione digitale incontra un principio che resta centrale nel sistema fiscale italiano: la prova della spesa continua a essere fondamentale.

Le spese più controllate

I controlli riguarderanno praticamente tutte le principali voci detraibili: farmaci, dispositivi medici, visite specialistiche, esami diagnostici e persino le spese veterinarie. La detrazione resta pari al 19% della spesa sostenuta, al netto della franchigia di 129,11 euro che rimane a carico del contribuente.

Se i dati inseriti nella dichiarazione non coincidono con quelli trasmessi dalle strutture sanitarie, il sistema può far scattare richieste di chiarimento e verifiche formali. Anche un semplice errore materiale, quindi, potrebbe comportare il recupero delle somme detratte indebitamente e l’applicazione di sanzioni amministrative.

Caf e professionisti

Anche per chi si affida a un Caf o a un professionista abilitato, non cambia del tutto l’obbligo di conservare i documenti. Il prospetto della tessera sanitaria rappresenta certamente una base importante, ma non sostituisce integralmente la documentazione.

Gli intermediari fiscali, infatti, possono utilizzare il riepilogo digitale per la compilazione della dichiarazione, ma restano comunque tenuti a verificare la presenza dei documenti relativi alle spese non registrate nel sistema.

Per questo motivo, soprattutto nei casi “meno standardizzati”, continua a essere prudente conservare scontrini parlanti, ricevute e fatture, almeno fino alla scadenza dei termini previsti per eventuali controlli fiscali.

Più semplice, ma con meno margine di errore

Il 730 del 2026 rappresenta quindi un ulteriore passo verso la completa digitalizzazione delle spese sanitarie. La tessera sanitaria diventa sempre più il centro del sistema, semplificando molti adempimenti per i contribuenti.

Allo stesso tempo, però, il rafforzamento dei controlli automatici rende sempre più importante la coerenza dei dati dichiarati.

La riduzione della documentazione cartacea non significa infatti un allentamento delle verifiche, ma piuttosto un sistema più efficiente e capace di individuare rapidamente anomalie e incongruenze.

La regola di fondo, insomma, resta questa: meno carta da conservare, ma più attenzione nella compilazione della dichiarazione dei redditi.

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