Resta fragile il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Trump assicura di “non avere fretta” nei negoziati, ma pretende lo stop totale all’arricchimento dell’uranio e valuta nuove opzioni militari.
Teheran insiste sul suo piano in 14 punti, minaccia l’arricchimento al 90% in caso di nuovi attacchi e porta Washington davanti alla Corte arbitrale dell’Aia. Intanto l’Ue apre alla possibile estensione della missione Aspides allo Stretto di Hormuz, mentre Iran e Oman discutono a Muscat il transito sicuro delle navi.Nbc: Pentagono valuta rinominare offensiva "Operazione Martello
Il Pentagono starebbe valutando di rinominare l'eventuale nuova offensiva militare contro l'Iran "Operation Sledgehammer" ("Operazione Martello") nel caso in cui il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran dovesse crollare e il presidente Donald Trump decidesse di riprendere le operazioni di combattimento su larga scala. Secondo funzionari americani citati da Nbc News, il cambio di nome rispetto all'attuale "Operation Epic Fury" ("Operazione Furia Epica") consentirebbe all’amministrazione Trump di sostenere che si tratterebbe di una nuova operazione militare, facendo così ripartire il limite dei 60 giorni previsto dal War Powers Resolution del 1973 prima che sia necessaria un'autorizzazione del Congresso. L’amministrazione aveva dichiarato conclusa 'Operation Epic Fury' dopo il cessate il fuoco raggiunto ad aprile per favorire i negoziati diplomatici con Teheran, anche se il Pentagono continua formalmente a utilizzare quella denominazione. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano comunque elevate: Teheran ha bloccato il traffico navale nello Stretto di Hormuz mentre Washington mantiene il blocco economico e valuta le opzioni per riaprire il passaggio strategico.
Mosca guadagna dalla guerra in Iran, in aprile 9 miliardi da vendita petrolio
Lo stallo in corso tra Stati Uniti e Iran sta danneggiando gran parte dell'economia globale. Ma non la Russia. I dati suggeriscono che Mosca abbia già guadagnato miliardi di dollari aggiuntivi dalle vendite di petrolio grazie all'aumento dei prezzi del greggio. "Ogni aumento di 10 dollari al barile garantisce a 'Russia Inc.' — cioè allo Stato e alle aziende insieme — circa 100 milioni di dollari al mese", ha dichiarato Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, intervenendo a Foreign Policy Live. "Le autorità russe hanno dichiarato che nel mese di aprile — il primo in cui questi prezzi elevati si riflettono realmente — la Russia ha incassato 9 miliardi di dollari dalle vendite di petrolio. È il doppio dei ricavi petroliferi che la Russia aveva prima dell'invasione". E non si tratta solo del fattore energetico. La Russia sta beneficiando anche del fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati abbiano consumato più missili di difesa Patriot dall'inizio del conflitto con l'Iran di quanti ne abbia ricevuti Kyiv dal 2022, anno dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia. "Immaginate se entrassimo nella stagione invernale e i russi riuscissero ad accumulare una grande scorta di missili balistici per poi lanciarli contro le infrastrutture ucraine, le grandi città e le installazioni militari", ha detto Gabuev. "Sarebbe un problema serio", ha avvertito.
Trump: "Xi verrà a Washington entro la fine dell'anno"
Donald Trump ha annunciato una visita di Xi Jinping alla Casa Bianca "entro la fine dell'anno". "Speriamo che il salone delle feste sia finito per quella data", ha aggiunto.
Trump: "Linee rosse per Teheran? 'Ci penseremo su volo verso Cina"
"Ci penseremo sul volo e ci penseremo per un pò di tempo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo a una domanda sulle linee rosse per il cessate il fuoco in vigore con l'Iran, assicurando ai giornalisti - prima della partenza per la Cina - che "andrà tutto per il meglio".
Trump: "Con Xi avrò una lunga conversazione sulla guerra contro l'Iran"
Donald Trump ha detto di aspettarsi di avere una "lunga conversazione" con Xi Jinping sulla guerra contro l'Iran
Trump: "Teheran non avrà mai un'arma nucleare"
"Il messaggio è semplice: l'Iran non può mettere le mani su un'arma nucleare. Questa è una certezza al 100%. L'Iran non avrà mai accesso all'arma nucleare". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti in partenza per la Cina.
Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran"
"Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. "Sarà un viaggio straordinario", ha aggiunto.
Media Iran, delegazioni Teheran e Muscat discutono di Hormuz
Delegazioni iraniana e omanita si sono incontrate per discutere gli ultimi sviluppi riguardanti lo stretto di Hormuz e le disposizioni per il transito sicuro delle navi. Lo scrive la agenzia Mehr. Secondo l'agenzia semi-ufficiale iraniana i colloqui, svoltisi a Muscat, rientrano nel quadro delle consultazioni bilaterali in corso tra i due Paesi a vari livelli sugli sviluppi regionali e sulle relazioni reciproche. La delegazione iraniana era guidata da Abbas Bagherpour, direttore generale per gli affari di diritto internazionale presso il ministero degli Esteri, e comprendeva rappresentanti degli organi governativi competenti. Durante l'incontro, entrambe le parti "hanno ribadito i propri diritti sovrani e la propria giurisdizione sullo stretto, in quanto parte delle rispettive acque territoriali". La delegazione iraniana ha inoltre avuto un colloquio separato con il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad Al Busaidi. Inoltre, Arsenio Dominguez, Segretario Generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo), che si trovava in Oman nello stesso periodo, ha incontrato la delegazione iraniana per discutere questioni tecniche correlate.
Kallas: "Possibile estensione Aspides a Hormuz"
L'operazione Aspides "potrebbe essere estesa allo Stretto di Hormuz: non sarebbe neanche necessario modificare il mandato". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio affari esteri in formato difesa, riferendosi alla missione europea attiva nel Mar Rosso a difesa della libertà di navigazione. "Noi sosteniamo tutte le iniziative diplomatiche per trovare una via d'uscita e allentare la tensione. Si tratta di un elemento geograficamente fondamentale per il commercio estero, per i flussi non solo commerciali, ma anche dell'energia, e quindi bisognerà proteggere la navigazione nello Stretto e nel Mar Rosso. Già abbiamo l'operazione Aspides, che potrebbe essere estesa allo stretto di Hormuz", dice, ricordando che subito dopo la riunione dei ministri Ue ce ne sarà un'altra ospitata da Francia e Germania "proprio su questi argomenti". Rispondendo a una domanda successiva, Kallas aggiunge che l'area operativa di Aspides "copre già la zona" di Hormuz, "quindi è sufficiente modificare il piano operativo". Un'eventuale estensione richiederebbe tuttavia più fondi e più navi, entrambi ambiti in cui alcuni Stati membri hanno annunciato di voler contribuire. L'operazione "potrebbe chiaramente contribuire anche alla Coalizione dei Volenterosi" a trazione franco-britannica, prosegue, sottolineando che l'Ue potrebbe partecipare come un'unità alla forza multinazionale: sarebbe "il modo più rapido" di contribuirvi, evidenzia, "e anche il modo in cui potremmo rendere l'Europa davvero forte: forte nella regione, ma anche forte geopoliticamente, perché il nostro contributo sarebbe molto più significativo se lo facessimo insieme".
Generale Usa, 'abbiamo munizioni sufficienti per finire le missioni in Iran'
Il generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore Congiunto Usa, ha cercato di fugare i timori secondo cui la guerra all'Iran avrebbe esaurito in modo significativo gran parte delle scorte globali di munizioni delle forze armate americane. "Disponiamo di munizioni sufficienti per portare a termine le missioni che ci sono state assegnate in questo momento", ha affermato Caine nel corso di un'audizione alla Camera, citando quanto riferitogli dai massimi comandanti militari dislocati in varie parti del mondo. Tuttavia, il conflitto ha costretto il Pentagono a procedere con urgenza al trasferimento di bombe, missili e altro materiale bellico dai comandi militari in Asia ed Europa verso il Medio Oriente. I prelievi hanno reso i comandi regionali meno pronti ad affrontare potenziali avversari come Russia e Cina, e hanno costretto gli Usa a trovare il modo di incrementare la produzione per far fronte all'esaurimento delle scorte, in base a quanto detto da funzionari dell'amministrazione Trump e del Congresso.
Hegseth: "Sarò in Cina con Trump, a lui la decisione su armi a Taiwan"
Il segretario della Difesa americano Pete Hegseth ha riferito che accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in una visita che si svolge in un clima di incertezza sull'effettiva tenuta del cessate il fuoco con l'Iran. Nel corso di un'audizione alla Camera, Hegseth, in merito allo stato delle vendite multimiliardarie di armamenti annunciate o in trattativa a Taiwan, ha risposto: "Il presidente è alle soglie della partenza per il suo viaggio, al quale prenderò parte, e sarà lui a prendere tutte le decisioni del caso". La presenza di Hegseth punta a rilanciare anche le relazioni militari tra Usa e Cina.
Media, Teheran presenta reclamo contro Usa a Corte arbitrale Aia
L'Iran ha presentato un reclamo contro gli Stati Uniti presso la Corte arbitrale dell'Aia, nei Paesi Bassi, per gli attacchi militari contro i suoi impianti nucleari, le sanzioni economiche e quelle che ha definito minacce di ricorso alla forza. Lo ha riportato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
econdo le agenzie di stampa iraniane, la causa accusa il governo statunitense di aver violato le disposizioni della Dichiarazione algerina, un accordo raggiunto nel gennaio 1980 con la mediazione algerina che pose fine alla crisi degli ostaggi dei diplomatici americani in Iran. "La guerra dei dodici giorni, gli attacchi iniziati il 28 febbraio e le sanzioni economiche statunitensi" sono tra le lamentele di Teheran. Stando il Trattato di Algeri, gli Stati Uniti si impegnano a non interferire, né direttamente né indirettamente, negli affari interni, politici e militari dell'Iran.
Trump insiste, sull'Iran non ho fretta, non avranno l'arma nucleare
Donald Trump ha ribadito in un'intervista con il conduttore radiofonico di destra Sid Rosenberg ciò che va dicendo da giorni ormai. "Sull'Iran non ho fretta, siamo in contatto con dei funzionari", ha detto il tycoon insistendo che Teheran "non può avere l'arma nucleare, perché la userebbero". Il presidente ha anche ripetuto che gli Stati Uniti "hanno spazzato via la marina iraniana".
Trump, interromperanno al 100% arricchimento uranio
L'Iran "fermerà al 100% l'arricchimento dell'uranio". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, in un'intervista all'emittente radiofonica Wabc, aggiungendo di occuparsi in prima persona dei negoziati con l'Iran. "Me ne occupo io, e mi hanno detto che otterremo la polvere. La chiamo 'polvere nuclearè perché è appropriato", ha detto riferendosi alle scorte di uranio arricchito sopravvissute agli attacchi statunitensi. Trump ha poi sottolineato che gli Stati Uniti non hanno intenzione di accelerare verso un accordo. "Non abbiamo fretta di fare nulla, abbiamo un blocco", ha dichiarato.
Pentagono, guerra costata finora 29 mld dollari
Il dipartimento Usa della Difesa ritiene che ora il costo dell'operazione 'Epic Fury' in Iran sia "più vicino ai 29 miliardi di dollari". Lo ha dichiarato Jules Hurst, supervisore dei conti del Pentagono, parlando al Congresso. La stima del costo della guerra è salita rispetto a quella di 25 miliardi di dollari che aveva precedentemente fornito al Parlamento circa 2 settimane fa "a causa dell'aggiornamento dei costi di riparazione e sostituzione delle attrezzature... e anche semplicemente dei costi operativi generali".
Hegseth, abbiamo un piano B in caso di escalation in Iran
Pete Hegseth ha detto di avere un "piano B" nell'eventualità di un'escalation in Iran. "Abbiamo un piano per riposizionare le risorse", ha detto il segretario alla Difesa in un'audizione alla Camera senza fornire altri dettagli.
Trump posta foto Ia, caccia Usa distrugge le navi veloci dell'Iran, bye bye
'BYE, BYE, fast boats'. 'Ciao, Ciao, navi veloci', è la didascalia di una foto creata con l'intelligenza artificiale che Donald Trump ha postato su Truth. Nell'immagine si vede un jet americano sganciare missili contro due imbarcazioni su cui sventola la bandiera dell'Iran.
Pasdaran, nostro controllo su Hormuz si è ampliato
"Il nostro controllo sull'area dello Stretto di Hormoz si è ampliato". Lo ha dichiarato in una nota il vice comandante della Marina dei Pasdaran, secondo quanto riferiscono i media della Repubblica islamica. "In passato, lo Stretto di Hormuz era definito come un'area limitata intorno a isole come Hormuz e Hengam, ma ora, in base al nuovo piano, l'area si è notevolmente estesa ed è definita come una zona strategica che si estende dalle coste di Jask e Siri fino oltre le isole principali", ha aggiunto l'ufficiale, precisando che l'Iran "monitora attentamente ogni movimento".
Pezeshkian, negoziati con Usa ancora possibili
Teheran ritiene che ci sia ancora spazio per la diplomazia con gli Stati Uniti, nonostante la sua sfiducia nei confronti di Washington. Lo ha sottolineato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in una nota diffusa dal suo ufficio. "Nonostante la sfiducia nei confronti del nemico, la Repubblica Islamica dell'Iran ritiene di poter negoziare da una posizione di dignità, saggezza e opportunità", ha dichiarato Pezeshkian. "Teheran dovrà consolidare nell'arena diplomatica tutto ciò che le Forze armate iraniane hanno ottenuto sul campo di battaglia", ha osservato il capo di Stato iraniano. Due giorni fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto la risposta dell'Iran alla proposta statunitense per risolvere il conflitto, definendola "totalmente inaccettabile".
Hezbollah, nostro disarmo non è sul tavolo dei negoziati
Il leader di Hezbollah Naim Qassem sottolineato che le armi del suo gruppo non rientrano nei prossimi negoziati tra Libano e Israele e ha minacciato che i suoi combattenti trasformeranno il campo di battaglia in un "inferno" per le forze israeliane. Quella delle armi "è una questione interna libanese e non fa parte dei negoziati con il nemico", recita una nota in vista del terzo round di colloqui a Washington, in programma giovedì e venerdì. "Non ci arrenderemo e continueremo a difendere il Libano e il suo popolo, non abbandoneremo il campo di battaglia e lo trasformeremo in un inferno per Israele", ha aggiunto.
Usa, Israele ha inviato in Emirati batterie Iron Dome e personale per gestirle
Israele ha inviato negli Emirati Arabi Uniti batterie del sistema antimissile Iron Dome e personale addetto al loro funzionamento per difendere il Paese. Lo ha dichiarato oggi l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, parlando sul palco durante un evento a Tel Aviv. "Vorrei esprimere un ringraziamento agli Emirati Arabi Uniti, il primo membro dell'Accordo di Abramo", ha detto Huckabee alla Conferenza di Tel Aviv. "Basta guardare i benefici. Israele ha appena inviato loro batterie Iron Dome e personale per aiutarli a gestirle", ha aggiunto. Gli Emirati Arabi Uniti, federazione di 7 emirati della penisola arabica, hanno riconosciuto diplomaticamente Israele nel 2020.
Le dichiarazioni di Mike Huckabee sottolineano il rafforzamento delle relazioni in campo militare tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, Paesi da tempo diffidenti nei confronti dell'Iran, mentre nella guerra in Iran regna ancora un fragile cessate il fuoco. Lo Stretto di Hormuz rimane sotto il controllo di Teheran e i negoziati tra Stati Uniti e Iran sembrano per il momento in una fase di stallo, aumentando il rischio che il conflitto divampi nuovamente. Huckabee ha aggiunto di essere "molto ottimista" sul fatto che altri Paesi della regione aderiranno presto agli Accordi di Abramo, l'accordo di riconoscimento diplomatico del 2020 che includeva anche il regno arabo del Golfo del Bahrein, per instaurare relazioni formali con Israele. Molti Stati arabi, tuttavia, rimangono indignati dalle campagne militari su vasta scala di Israele dopo l'attacco di Hamas del 2023 al Paese, che ha visto la Striscia di Gaza rasa al suolo e alleati dell'Iran attaccati in tutto il Medioriente. Israele ora controlla anche territori in Libano e Siria. "Gli Stati del Golfo hanno ora capito che dovranno fare una scelta: è più probabile che vengano attaccati dall'Iran o da Israele?", ha chiesto Huckabee. "Vedono che Israele ci ha aiutato e che l'Iran ci ha attaccato. Israele non sta cercando di conquistare la vostra terra e non vi sta lanciando missili", ha affermato.
Cnn, improbabile che Trump decida su Iran prima di partenza per la Cina
Anche se Donald Trump sta valutando seriamente se riprendere gli attacchi in Iran, secondo alcune fonti , è improbabile che venga presa una decisione importante sull'Iran prima della partenza di Trump per la Cina. Lo scrive la Cnn.
Ghalibaf, non c'è alternativa al nostro piano in 14 punti
"Non c'è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti". Così il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un post su X. Il riferimento di Ghalibaf è alla risposta iraniana inviata agli Stati Uniti e che includeva 14 punti.
Teheran, arricchiremo uranio al 90% se Usa attaccano
Teheran sta valutando la possibilità di arricchire l'uranio fino al 90% qualora gli Stati Uniti riprendessero gli attacchi contro l'Iran. Lo ha affermato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. La proposta sarà esaminata venerdì dal Parlamento di Teheran, ha aggiunto Rezaei.
Teheran: "Non c'è alternativa al piano in 14 punti"
"Non c'è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti". Così il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un post su X. Il riferimento di Ghalibaf è alla risposta iraniana inviata agli Stati Uniti e che includeva 14 clausole.
"Il nostro esercito è fantastico, stiamo facendo il culo a tutti"
Durante una cena per la polizia alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha elogiato l'esercito per le operazioni contro l'Iran. "Le nostre forze armate sono fantastiche, stiamo facendo il culo a tutti", ha detto Trump.
Cresce anche il malcontento nei confronti del ruolo del Pakistan come mediatore
Nel frattempo cresce anche il malcontento nei confronti del ruolo del Pakistan come mediatore. Diversi collaboratori di Trump ritengono infatti che Islamabad non stia trasmettendo con sufficiente fermezza il livello di frustrazione del presidente americano nei confronti dell’Iran. Alcuni funzionari sospettano inoltre che il Pakistan presenti a Washington una lettura più ottimistica delle posizioni iraniane rispetto alla situazione reale.Un funzionario regionale ha riferito che diversi Paesi dell’area, compreso il Pakistan, avrebbero intensificato le pressioni diplomatiche su Teheran per chiarire che questa potrebbe rappresentare “l’ultima occasione” per impegnarsi seriamente nei negoziati con gli Stati Uniti. Secondo la stessa fonte, tuttavia, l’Iran non starebbe prendendo sul serio gli avvertimenti ricevuti.La stessa fonte ha inoltre evidenziato come Washington e Teheran abbiano approcci e tempi negoziali profondamente differenti, sottolineando che la Repubblica islamica è abituata da decenni a convivere con forti pressioni economiche e sanzioni.Lunedì Trump ha riunito nuovamente il team per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca per esaminare le possibili opzioni. Secondo fonti vicine ai colloqui, difficilmente verranno prese decisioni definitive prima della partenza del presidente per la Cina, prevista per martedì pomeriggio.
Cnn, Trump valuta nuove operazioni militari
Il presidente americano Donald Trump sarebbe sempre più irritato dall’atteggiamento dell’Iran nei negoziati sul nucleare e starebbe valutando con maggiore attenzione, rispetto alle scorse settimane, l’ipotesi di nuove operazioni militari. È quanto riferiscono fonti vicine ai colloqui, secondo cui il tycoon avrebbe manifestato forte insofferenza per la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz e per le divisioni interne alla leadership iraniana, considerate un ostacolo a concessioni concrete da parte di Teheran. Lo riporta la Cnn. L’ultima risposta iraniana ai colloqui è stata definita da Trump “totalmente inaccettabile” e “stupida”, alimentando tra diversi funzionari americani il dubbio che la Repubblica islamica sia realmente intenzionata a negoziare seriamente. Secondo alcune fonti, all’interno dell’amministrazione americana si starebbero confrontando diverse linee strategiche. Una parte, sostenuta anche da alcuni esponenti del Pentagono, spinge per una linea più dura, con possibili attacchi mirati finalizzati a indebolire ulteriormente Teheran e costringerla a tornare al tavolo delle trattative in modo più conciliante. Altri funzionari, invece, continuano a ritenere necessario lasciare spazio alla diplomazia.