(...) Si legge nelle oltre 200 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Nadia Magrini: «Le intercettazioni del telefono di Gangemi consentivano di registrare già nel mese di novembre 2009 le telefonate con il consigliere regionale. Il primo contatto telefonico tra lamministratore locale ed il capo bastone avveniva il 28 novembre e lasciava chiaramente intendere una loro pregressa conoscenza». Lo stesso Saso, incontra nel point elettorale di Arma di Taggia il nipote di Gangemi, Massimo, e un suo amico, Vincenzo La Rosa. I due si presentano come sostenitori di Eugenio Minasso, parlamentare del Pdl, eletto, sostengono, grazie ai loro voti. A loro due, il politico dice: «Io nel mondo che conoscete anche voi, insomma, sono conosciuto anche come una persona... affidabile va... mettiamola così, sei io dico una cosa mi impegno sempre in tutte... quello credo che me la riconoscono tutti... voi potete prendere informazioni in giro cerco di mantenere le promesse... Il discorso naturalmente del rimborso spese è naturale... Non ho quantità di soldi eccezionale, però assolutamente sì». Saso aggiunge: «Io poi sono una persona che, a parte questo ragionamento che stiamo facendo, sono una persona che anche dopo ci si può contare... se uno mi chiede un lavoro, mi chiede un finanziamento... do anche quello... eh... io sono sempre rimasto in buoni rapporti con tutti».
Anche Praticò dà raccomandazioni per telefono al boss Domenico Gangemi su come votare. La telefonata, intercettata dai carabinieri del Ros di Genova risale al febbraio 2010. È Gangemi che chiama Praticò. Gangemi: «Senti Aldo, quando nella cosa che dice così... vota così...». Praticò: «Sì». Gangemi: «Devono sbarrare Popolo della Libertà». Praticò: «Devono». Gangemi: «O devono sbarrare anche Sandro Biasotti?». Praticò: «Sì, sì, più che altro... tanto a Sandro Biasotti va in automatico limportante è che scrivono accanto per il Popolo della Libertà Praticò punto. È in automatico». Gangemi: «E sbarrare popolo della Libertà basta?». Praticò: «Sì, sì (omissis) in automatico quindi è meglio abbondare a fare una x perché ci sono i presidenti comunisti». Gangemi: «Sì». I carabinieri del Ros notano, fra laltro, che «non è un caso che 500 voti circa sui 2228 siano stati annullati tutti per la medesima ragione, avendo scritto il cognome Praticò accanto a quello di Biasotti e non accanto alla lista Pdl nella quale risultava candidato Praticò».
Di Praticò parlano anche il capo dei capi liguri, Gangemi, e uno dei capi della locale genovese, Lorenzo Nucera. Dice Gangemi: «Non hanno forza però se un domani noi gli diamo le forze può essere che si comporta paesano del tipo che è... almeno a lui possiamo andare a prenderlo dalle orecchie per mandarlo aff... come a Lardo (Rosario Monteleone, Udc, presidente del consiglio regionale, ndr)». «Gli accordi per il sostegno al Praticò - continua il gip - vengono presi allinterno della locale genovese a un tavolo (una mangiata) di 15 persone, cui partecipava anche il Praticò e poi nel negozio di ortofrutta di Gangemi». Nel negozio, il Ros intercetta una conversazione tra Gangemi, che chiede lappoggio a Praticò, e Rocco Lumbaca che in buona fede, rivela di essere stato avvicinato per la candidatura di Fortunella Moio, figlia dellex vicesindaco di Ventimiglia che si è candidata, ma non è stata eletta alle ultime regionali con il partito dei pensionati.
«Attento al seggio, ci sono i presidenti comunisti»
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