Si è spento all’età di 87 anni Giuliano Spazzali, figura di spicco della giurisprudenza italiana e volto noto dei grandi processi degli anni ’80 e ’90. Nato il 1° gennaio 1939, Spazzali ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi ha seguito i processi di Tangentopoli, dove il suo ruolo e i suoi duelli verbali in aula sono rimasti celebri.
Dagli inizi con il Soccorso Rosso alla difesa dei grandi processi
La carriera di Spazzali iniziò insieme al fratello Sergio all’interno del gruppo Soccorso Rosso Militante. In quegli anni si fece notare come difensore degli anarchici coinvolti nei processi legati alla strage di piazza Fontana, in particolare per la vicenda del Ponte della Ghisolfa. La sua fama crebbe ulteriormente durante Mani Pulite, dove difese Sergio Cusani, dando vita a memorabili confronti in aula con l’allora pm Antonio Di Pietro.
La passione dopo il diritto
Dopo il ritiro nel 2008, Spazzali ha dedicato il suo tempo alla passione per l’arte, coltivata per tutta la vita. La sua carriera, ricca di casi di rilievo e di battaglie legali complesse, è stata ricordata con affetto e ammirazione dai colleghi e dai giovani avvocati che hanno avuto l’opportunità di apprendere dai suoi insegnamenti.
I ricordi dei colleghi
Tra i primi a ricordarlo c’è Gabriele Fuga, che lo ha definito “un grandissimo avvocato, un maestro
indimenticabile”. Per molti, Giuliano Spazzali resterà simbolo di competenza, passione per la giustizia e fermezza morale, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento nel panorama legale italiano.