Sono ancora pochi gli autovelox ad essere in regola. A dirlo sono i dati emersi dal censimento svolto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Fra l'altro, si tratterebbe di un risultato molto parziale, dal momento che in questi mesi soltanto 3.800 su 11mila dispositivi presenti sul territorio nazionale sono stati registrati nella piattaforma dedicata.
Preoccupata dalla situazione, Assoutenti ha chiesto urgentemente un tavolo per discutere della problematica: sarebbe infatti in arrivo una pioggia di ricorsi contro le multe.
Il censimento, fortemente voluto dal Mit, doveva essere il primo passo verso una regolarizzazione dei dispositivi. È ancora aperta, infatti, la "questione omologazione" che tanto ha fatto discutere nei mesi scorsi. Ricordiamo che in una sentenza la Cassazione ha stabilito che le sanzioni comminate per eccesso di velocità registrato da un autovelox approvato ma non omologato sono da considerarsi nulle.
I Comuni avevano due mesi di tempo per mettersi in regola: le macchine non registrate entro il tempo previsto dovevano essere spente e le multe da esse emesse andavano annullate. Non molte cose, però, sembrano essere cambiate.
Da qui la preoccupazione di Assoutenti. È molto probabile che nei prossimi giorni e nei prossimi mesi assisteremo a una valanga di ricorsi da parte di cittadini che si sentono in un certo senso giustificati.
"I dati forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti parlano chiaro: a fronte di migliaia di dispositivi installati sul territorio nazionale, sono poco meno di mille gli autovelox effettivamente autorizzati dallo Stato. Un quadro che apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi nei prossimi mesi, con conseguenze rilevanti per cittadini e amministrazioni", sono state le parole diffuse da Gabriele Melluso, presidente nazionale di Assoutenti, che continua: "È indispensabile che enti locali, prefetture e ministero attivino immediatamente un tavolo di confronto istituzionale per fare chiarezza e dare certezze giuridiche.
Non si può lasciare un tema così delicato in una zona grigia normativa che penalizza sia i consumatori sia la credibilità delle istituzioni".La preoccupazione è chiara e comprensibile: se chi si mette alla guida sa che le sanzioni possono essere facilmente annullate, il deterrente degli autovelox diventerà pressoché inutile.