È ancora forte la commozione per la triste sorte toccata al piccolo Domenico, vittima di un clamoroso caso di malasanità. Ieri abbiamo appreso che il cuore destinato a lui per il trapianto è stato trasportato in un box per alimenti vecchio di 40 anni. Una notizia a dir poco imbarazzante. Oggi a parlare, al Corriere della sera, è il padre del bambino, Antonio Caliendo, 39 anni. Dice di essere "arrabbiato", e non fatichiamo a credergli. "Questa storia è cominciata malissimo e finita peggio. Io sto male, non riesco più neanche ad andare a lavorare, faccio il muratore. Sto male dal giorno del primo ricovero di Domenico al Monaldi".
Poi si sofferma sulla malattia del bimbo. "Speravo che lui avesse una vita serena, in salute, senza problemi e invece... Ma noi genitori portavamo lo stesso tanta speranza nel cuore e così ci affidammo completamente ai medici del Monaldi. Attenzione, però: non sono tutti cattivi, in quell’ospedale, c’è anche tanta gente brava, tanti dottori in gamba che sono venuti poi ad abbracciarci, anche le infermiere sono state sempre vicine a Domenico, non l’hanno mai abbandonato, nemmeno per un momento. Il professor Oppido, però, adesso non lo voglio vedere manco da lontano. Sarà la magistratura a fare chiarezza, certo, ma preferisco non incontrarlo".
Oppido, com'è noto, è il cardiochirurgo del trapianto fallito. "Ho visto delle foto incredibili - dice Caliendo - ma erano fuori di testa quelli che partirono da Napoli per andare a Bolzano a prendere il cuore con quel frigo da...".
E ammette di aver avuto un triste presentimento: "La sera del 22 dicembre, quando tornammo al Monaldi perché era stato trovato questo cuore nuovo per lui, ci ritrovammo per un attimo da soli, io Domenico e il mio amico Lello che ci aveva accompagnato. Stavamo vicino alla macchinetta che distribuisce le bibite, il caffè, la cioccolata e all’improvviso ho detto: Lello, sento qualcosa di strano dentro di me, andiamo via, me lo riporto a casa mio figlio! Il mio amico subito obiettò: ma che scherzi, Antò? Per lui da domani comincia una vita nuova. E io invece continuavo a pensare solo ai giochi che facevamo io e Domenico insieme sul lettone di casa. Non pensavo a nient’altro".
Ci sono ancora diversi lati oscuri da chiarire su ciò che è accaduto in questa triste storia. Il papà di Domenico, però, anticipa una cosa: "Ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita ma noi ancora non lo sapevamo. Così, poi quando è venuto fuori tutto, ero molto nervoso e tre giorni prima che Domenico morisse ebbi un brutto litigio con le guardie giurate. Le stesse che poi mi sono venute ad abbracciare con sincerità sabato scorso, in ospedale, quando è morto".
In un'intervista a Dentro la notizia (Mediaset) il padre di Domenico rivela un particolare familiare molto toccante: "Ai fratellini abbiamo detto che è entrato nel cielo ed è diventato un angelo.
La bambina è ancora piccola, ha 5 anni, però... Piangono la sera, come me". E tornando al giorno dell'intervento chirurgico racconta: "Quel giorno stavamo fuori, uscivano ogni tanto a dire: 'Non preoccupatevi, sta andando bene'. E invece, hai visto?".