Emergenza sicurezza nelle stazioni. Il piano del Viminale contro l'illegalità

Il ministro Piantedosi ha chiesto ai prefetti di intensificare le attività di controllo nelle zone adiacenti alle stazioni ferroviarie di Roma, Napoli e Milano. Obiettivo, metterle "più stabilmente in sicurezza"

Emergenza sicurezza nelle stazioni. Il piano del Viminale contro l'illegalità

Maggiore sicurezza e più controlli nelle zone adiacenti alle stazioni ferroviarie di Roma, Napoli e Milano. La risposta del Viminale alla necessità di protezione dei cittadini è arrivata in una direttiva inviata ai prefetti delle tre grandi città italiane. A questi ultimi, il ministro degli Interni Matteo Piantedosi ha chiesto una "presenza rafforzata e visibile delle forze di polizia" nelle aree vicine ai terminal, ovvero quelle più esposte a fenomeni di degrado e illegalità. Sulla base delle indicazioni fornite, le autorità locali - integrando i piani di controllo coordinato del territorio - dovranno attivare dispositivi specifici di vigilanza con l'obiettivo di mettere queste zone "più stabilmente in sicurezza" e restituirle così alla "piena fruibilità" da parte delle comunità di riferimento.

La nuova direttiva del Viminale sulle stazioni

Con la disponibilità dei sindaci interessati, dovrà essere previsto un ulteriore coinvolgimento delle polizie locali e al contempo dovrà essere valorizzato l'impegno della guardia di finanza per accertamenti economico-finanziari sui gestori di attività degne di monitoraggio. La nuova direttiva - riferisce il Viminale - è stata adottata sulla scorta dei risultati già conseguiti grazie alle "operazioni interforze ad alto impatto" realizzate dallo scorso 10 gennaio nelle tre principali stazioni ferroviarie delle città di Roma, Milano e Napoli. L'intervento del governo in materia era avvenuto d'urgenza a inizio anno, dopo il grave accoltellamento avvenuto il 31 dicembre scorso proprio alla stazione Termini, dove una turista di origini israeliane era stata assalita con brutalità alle spalle. E lo scorso febbraio anche un turista milanese era stato aggredito sempre vicino al terminale romano. Per quell'episodio erano stati fermati tre giovani marocchini.

Il piano di "prevenzione e repressione" dell'illegalità

Le indicazioni del Viminale - ora rafforzate e integrate - erano state peraltro estese poi ad altri ambiti d'intervento, come quelli della mala-movida e della lotta contro lo spaccio di stupefacenti. Si tratta - rileva il ministero degli interni - di "servizi straordinari di controllo del territorio che hanno visto l'impiego di personale della polizia di Stato, dei carabinieri e della guardia di finanza, con la collaborazione della polizia locale e il concorso di altri enti (asl, ispettorati del lavoro, aziende municipalizzate), ed hanno consentito di accrescere prevenzione e repressione delle diverse forme di illegalità".

I numeri del ministero sui controlli a tappeto

Per l'attuazione di questo modulo di intervento, che si ripeterà in modo sistematico nelle prossime settimane, dal 10 gennaio al 17 marzo, sono state impiegate 10.449 unità delle Forze di polizia, cui si sono aggiunti 906 appartenenti alle polizie municipali di Roma, Milano e Napoli e 687 dipendenti di altri enti (aziende pubbliche, ispettorato del lavoro, Asl). A fornire i dati è lo stesso ministero degli Interni, fornendo i numeri di un piano di sicurezza ad ampio raggio: le persone controllate sono state 93.459 persone, di cui 26.763 straniere. 248 gli arresti, 1243 persone denunciate. I controlli - informa ancora il Viminale - hanno riguardato anche 11.197 veicoli e 2.534 esercizi pubblici, dove sono stati individuati 419 lavoratori irregolari. Gli stranieri espulsi sono stati 266, 55 dei quali accompagnati presso i centri di permanenza per i rimpatri.

All’esito dell’attività di polizia, sono state anche disposte 161 misure di prevenzione personale, 43 fogli di via obbligatori e ben 118 divieti di accesso alle aree urbane. Sono state anche accertate 3.118 violazioni amministrative, oltre a 543 di natura fiscale.

Inoltre, sono stati sequestrati denaro, merce contraffatta o insicura (tra prodotti alimentari, abbigliamento, giocattoli e altro), stupefacenti, veicoli e armi. Ora la richiesta di Piantedosi è quella di proseguire in questa direzione, con ulteriori dispositivi per stroncare l'illegalità.

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