“Sionisti appesi”, “Carrai muori”, “Ebrei bruciati vivi”, “Ebrei al rogo”, “No Jews”, “Free Palestine”. Sono queste le scritte choc apparse sui muri di Firenze nelle ultime ore, che hanno generato sdegno e incredulità, forse quest’ultima nemmeno troppa, visto il clima che si vive in Italia ultimamente. Tra i pasticci anche una svastica. Dopo la vandalizzazione delle pietre d’inciampo di Torino, ecco che anche a Firenze gli ebrei e Marco Carrai, console onorario di Israele in Toscana, tornano nel mirino con quelle che sembrano essere minacce, più che insulti, che non possono passare inosservati. “Orrore per le scritte antisemite comparse a Firenze e per le minacce di morte a Marco Carrai. Basta fomentare odio e razzismo”, sono le parole di Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d'Italia.
Gli ha fatto eco Dario Nardella, europarlamentare del Pd ed ex sindaco del capoluogo toscano, secondo il quale “le scritte di minaccia e morte nei confronti di Marco Carrai sono da condannare senza esitazione. Le istituzioni e la società civile non possono sottovalutare questi episodi e lavorare sull'educazione, sul rispetto e sulla scuola. Mi auguro una condanna trasversale e corale. C'è un clima di odio nel mondo che produce ancora più odio. La guerra in Medio Oriente e le tensioni nel Mediterraneo purtroppo sono tra le cause di questo clima”. Anche l’onorevole Tiziana Nisini, commissario della Lega a Firenze, ha denunciato l’accaduto perché “occorre un'attenta riflessione su quanto sta accadendo, perché è inaccettabile che si continuino a verificare episodi d'intolleranza come quello registrato nel centro storico fiorentino. Bisogna che tutte le Istituzioni si uniscano per porre un tempestivo freno a questa ondata d'intolleranza che è assolutamente contraria ad un Paese civile come il nostro”.
La condanna è unanime, bipartisan: da destra e da sinistre le parole rivolte a Carrai e, in generale, agli ebrei vengono definite inaccettabili e intollerabili per una democrazia, che si pensava essere matura, come la nostra. Il sindaco di Firenze, Sara Funaro, è intervenuto per denunciare l’accaduto, ribadendo che “Firenze all'odio e alla violenza risponde con l'unità.
Lo abbiamo dimostrato tante volte, anche il 25 aprile scorso, in un momento simbolico e potente, quando l'imam ha letto il messaggio del rabbino: un segno concreto di dialogo e rispetto. Abbiamo già dato mandato di ripulire immediatamente le scritte. Allo stesso tempo, mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto. Firenze non merita tutto questo”.