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Famiglia del bosco, respinto il ricorso: mamma Catherine non torna dai figli

L’attacco di panico notturno del bimbo: "Mummy, mummy, aiuto, ho paura"

Famiglia del bosco, respinto il ricorso: mamma Catherine non torna dai figli
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Da una parte l'audio in cui uno dei gemellini della «famiglia del bosco» piange in piena notte, chiama la madre e si calma solo quando lei riesce a raggiungerlo. Dall'altra la decisione della Corte d'appello dell'Aquila di dichiarare improcedibile il reclamo presentato dai legali di mamma Catherine e papà Nathan. I poli opposti di una vicenda che non smette di far discutere, dove le ragioni del cuore si scontrano con quelle del Tribunale dei minorenni, intervenuto per allontanare i bambini da una situazione familiare ritenuta compromessa dalle scelte di vita «estreme» dei genitori, che - come stabilito dai periti - costringevano i figli a vivere in una condizione di isolamento sociale con limitate possibilità di integrazione e relazione con l'esterno. Adesso sarà ancora il Tribunale del minorenni a doversi pronunciare dopo il rigetto del ricorso con cui i legali della coppia anglo-australiana contestavano il provvedimento emesso lo scorso 6 marzo che aveva stabilito l'allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dalla struttura protetta di Vasto che ospita i tre bambini dallo scorso novembre su disposizione dell'autorità giudiziaria. La stessa ordinanza prevedeva anche il trasferimento dei fratellini in un'altra casa famiglia, ma poi la struttura aveva comunicato la propria disponibilità a proseguire temporaneamente l'accoglienza dei minori. Nel ricorso dei due genitori, depositato il 18 marzo, si evidenziava l'«unilateralità» dell'ordinanza che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo affidamento solo sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che chiedeva «la garanzia di continuità dei legami familiari».

Ma la Corte d'Appello non si è pronunciata e ha rimesso al Tribunale dei minorenni. Al momento, dunque, l'auspicato ricongiungimento non ci sarà, la famiglia Trevallion resta ancora divisa. Questo nonostante il contenuto di una registrazione, pubblicato dal quotidiano Il Centro, e finito agli atti del procedimento, che spingerebbe in favore del ricongiungimento. La registrazione, pubblicata sul sito web del giornale, è stata fatta dalla donna all'interno della casa famiglia dove si trovano i bambini e da dove Catherine è stata allontanata il 6 marzo. L'episodio risale alla mezzanotte di un giorno di metà febbraio, quando era ancora lì con i suoi figli.

Il piccolo, uno dei gemellini di 6 anni, si trovava al pianterreno della struttura, mentre la madre era al piano superiore, non essendole consentito di dormire con i bambini. Nell'audio si sente il figlio che nel cuore della notte comincia a piangere e a chiamare «mummy, mummy». Mentre Catherine si precipita di sotto, decide di registrare l'audio. «It's all ok», ripete al bimbo mentre cerca di tranquillizzarlo. Il gemellino, però, non si calma e continua a piangere. Catherine allora lo porta di sopra, nella sua stanza, andando contro i regolamenti. Un gesto naturale per una mamma, che però le verrà contestato nelle relazioni. Durante il tragitto continua a rassicurarlo: «Sei al sicuro, sei con la mamma, stiamo salendo le scale. Va tutto bene».

Una volta in camera, il bambino spiega il motivo della sua paura: «Ho paura». Paura «di non tornare a casa».

«Questo pianto disperato sarebbe il superiore interesse dei minori?», si chiede Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

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